lunedì 5 giugno 2017

IL SORRISO DI MAYA

Non sorridevi, Maya. Il tuo sorriso
era nella luce degli occhi
che fissavano i miei, smorti di cataratta.
Felicità mi mostravi girandomi intorno
a ogni rientro a casa, saltellando,
aggrappando le unghie ai miei calzoni.
Eri sempre ad aspettarmi dietro l’uscio.
Mi chiedevi di prenderti in braccio,
toccandomi con la zampina.
Io parlavo con te anche andando per vie.
La gente ci guardava, mi riteneva folle.
Un giorno un signore mi ha chiesto:
“Ma lei parla col cane?” . “Sì”, gli ho risposto,
dialoghiamo tanto. “E il cane la capisce?”
“Certo, magari fossimo noi umani
capaci di manifestare i sentimenti
come sa fare un cane”.

© Sigismondo Nastri, 5.6.2017

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