mercoledì 16 maggio 2012

S'INAUGURA DOMANI A RAVELLO LA MOSTRA "VISIONI CONTEMPORANEE" CON CASCIELLO, CIPRIANO E ROTELLI


Al Caffè dell’Arte, nel prestigioso Hotel Palazzo Sasso di Ravello, sarà inaugurata domani sera, 17 maggio, alle ore 18.00, la mostra collettiva “Visioni Contemporanee” nella quale sono esposte opere di Angelo Casciello, Franco Cipriano e Marco Nereo Rotelli. Idea-progetto di Mariella Avino; direzione artistica di Bruno Mansi; organizzazione, Archivio Ravello Contemporanea.
I lavori di Casciello, dipinti e sculture, “hanno radici profonde nell'humus della terra. Raccontano un mondo magico, misterico, mistico, enigmatico. Una volta dipinte, diventano soggetti autonomi, con una vita spirituale e materiale propria e, come ogni cosa vera della vita, esse acquistano un potere evocativo e visivo capace di creare nuovi immaginari”, come lI descrive lo stesso artista. 
Di  Cipriano sono in mostra  inchiostri su carta, da un ciclo degli inizi del 2000, in cui germinano  scissioni, metamorfosi, incroci - tra umano ed animale, luce e materia, segno e spazio - come figure arcaiche del mutare, che disegnano paesaggi di enigmi e misteriose lontananze. Nella radice simbolica, di soglia tra presenza e assenza del mondo, questi inchiostri rivelano sacri riti di ritorno all’indistinzione tra pensiero e materia.
Le opere di Rotelli, realizzate nell’isola di Pasqua, giungono dall’Espace Louis Vuitton di Parigi, dove erano state in mostra in occasione dell’evento straordinario “Silent writing”. L’artista, veneziano di nascita, ha viaggiato in tutto il globo realizzando  'personali' in sedi prestigiose: dal museo del Petit Palais di Parigi al Living Theatre di New York, dal palazzo Reale di Milano alla cattedrale di Santiago de Compostela, dal Millenium Museum di Bejgin al World Park di Seoul. Ha esposto, inoltre, in ben sette edizioni della Biennale d’arte di Venezia.

STEFANO AMATO DEDICA UN DRINK A MARYLIN MONROE NEL CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA


Marylin Monroe
Marylin Monroe  continua ad essere un mito. E non solo per quelli che hanno avuto modo di conoscerla, di “frequentarla” sul grande schermo. Anche per le generazioni successive, seppure poco sappiano di lei, della carica di erotismo che riusciva a trasmettere attraverso la celluloide. "E' difficile spiegare Marilyn Monroe – disse Jean Negulesco -, semplicemente perché non si possono spiegare le Cascate del Niagara o il Gran Canyon. Semplicemente ti siedi e ammiri in estasi".  Un fascino, il suo, che ha avuto la capacità di coinvolgere ogni forma d’arte: dalla pittura (basti ricordare Andy Warhol) alla musica (Elton JohnMichael Jackson, Madonna…), dalla poesia (Steven Berkoff, Ernesto Cardenal, Delmore Schartz) al cinema stesso (da Tommy di Ken Russell  fino a My Week with Marilyn di Simon Curtis).
Stefano Amato
Stefano Amato, bravo ed estroso capo barman del Caffè dell’Arte, sito all’interno del prestigioso Hotel Palazzo Sasso di Ravello (*****L), le dedica ora  un drink celebrativo, in occasione dell'ormai prossimo cinquantesimo anniversario della scomparsa (5 agosto). Un cocktail, che ha chiamato  “Marilyn" e che è caratterizzato dal profumo inconfondibile tanto caro all'attrice, nel ricordo di quando, maliziosamente, le chiesero cosa indossasse per andare a letto e lei rispose: "Qualche goccia di Chanel  N°5". Cioè nulla.
Era fatta così, Marylin. Una volta il regista Billy Wilder le consigliò di non mettere il reggiseno perché, evidenziandone le forme, avrebbe spinto la gente a indirizzare lo sguardo proprio su quella parte del suo corpo. "Quale reggiseno?" rispose lei, mentre gli prendeva la mano e se l'accostava al petto. "Non portava alcun reggiseno - raccontò Wilder -. Il suo seno era un miracolo per la sua forma e la sua consistenza e per l'evidente resistenza che opponeva alla forza di gravità".
Questo drink di Stefano Amato, già campione italiano dei barman, è servito in un bicchiere decorato da un bocciolo di rosa rossa. L'inebriante profumo di Coco Chanel  si fonde, in un trionfo di fragranze, di sapori, e (perché no?) di emozioni, con liquore alla pesca, ananas, lamponi freschi, sciroppo di rose, champagne.

martedì 15 maggio 2012

ILARIA D'AMICO, OVVERO LA BELLEZZA CHE SI SPOSA CON L'INTELLIGENZA


Sono un ammiratore di Ilaria D’Amico. E come si fa a non ammirare una donna bella, fine, elegante, intelligente, brillante qual è lei (il mio panegirico potrebbe continuare con una sfilza infinita di aggettivi). Più ancora che ammiratore, però, sono un suo estimatore. La ringrazio  per aver accettato di farsi fotografare con me, questa mattina, al termine delle celebrazioni dei 50 anni + 1 delle Arti Grafiche Boccia, a Salerno.
Ilaria D’Amico rappresenta l’eccezione nel panorama televisivo femminile, dove, spesso, l’aspetto fisico – il sex appeal – conta più del cervello. Lei è una donna affascinante, e su questo non ci piove,   ma soprattutto è una conduttrice televisiva brava, di comprovata professionalità: sia quando si occupa di sport (le ho detto che il suo Sky calcio show riempie le mie domeniche, e non solo), sia quando affronta temi politici, sociali, culturali (e qui il ricordo va a Exit, il programma che lei curava su La7).
Ora è all’esordio come scrittrice  col romanzo “Dove io non sono”, edito da Bompiani. Protagonista della storia, un musicista che abbandona tutto per andare a vivere in un paesino, dove insegna musica per vivere. Poi, all’improvviso, l’incontro con una donna.
Auguro a questa sua fatica letteraria il migliore successo.

SALERNO, I FESTEGGIAMENTI PER I 50 ANNI (+1) DELLE ARTI GRAFICHE BOCCIA


Ilaria D'Amico
Sono stato, in mattinata, alla celebrazione dei 50+1 anni delle Arti Grafiche Boccia s.p.a. nella zona industriale di Salerno. C’era il gotha della finanza e dell’imprenditoria italiana, a cominciare dalla presidente di Confindustria (ancora per pochi giorni) Emma Marcegaglia, che ha concluso, con un appassionato intervento – appassionato nei toni, forte nei contenuti – una tavola rotonda sulle nuove sfide della filiera della carta. Alla discussione, moderata da Ilaria D’Amico, hanno partecipato:  il presidente della Banca Nazionale del Lavoro Luigi Abete; il presidente della Federazione italiana editori giornali Giulio Anselmi; il presidente dell’istituto di ricerca AASTER Aldo Bonomi; il vice presidente della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati Raffaello Vignali; il presidente della Symbola Fondazione per le qualità italiane,  Ermete Realacci; l’autore del libro fotografico celebrativo dell’evento, Luca Campigotto.   
Una prima considerazione. Dipendesse da me proporrei la conduzione di Ilaria D’Amico a tutte le scuole di giornalismo, come modello didattico. Elegante, brillante, concreta – come lo è sempre nei suoi programmi televisivi, sia quelli di sport sia quelli di approfondimento politico-culturale -, ma soprattutto capace di indirizzare i vari interventi nel modo più intelligente, senza che la folta platea – composta per lo più da imprenditori, italiani e stranieri, ma anche da operatori dei media – avesse a stancarsene.
Cav. Lav. Orazio Boccia
In apertura dei lavori è stato letto un messaggio di compiacimento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha fatto pervenire una targa ricordo. A rappresentare le istituzioni locali, il sindaco Vincenzo De Luca (“arriva da Salerno e da questa azienda – ha dichiarato - un messaggio di fiducia all’Italia in un momento in cui le istituzioni continuano a parlare e non decidere”) e il presidente della Provincia Edmondo Cirielli.  Espressioni beneauguranti sono state rivolte alla famiglia Boccia anche da Giuseppe Mussari, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI); Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda; Luigi Brugnaro, presidente di Confindustria Venezia.
Vincenzo Boccia
Il fondatore, cavaliere del lavoro Orazio Boccia, ha raccontato il “lungo percorso di combattimento” che ha dovuto affrontare – lui, che ha avuto un’infanzia difficile - da quando decise di aprire una piccola tipografia, dotata allora di una semplice macchina “pedalina”. Oggi, come ha ricordato il figlio Vincenzo, amministratore delegato dell’azienda e vice presidente di Confindustria, la Arti Grafiche Boccia s.p.a. stampa quotidiani, riviste specializzate, cataloghi, prodotti per la grande distribuzione organizzata, etichette per i comparti dell’agroalimentare, del beverage e del pet food.  Ha impianti all’avanguardia  e, oltre alla sede produttiva di Salerno, è presente a Londra, Parigi, Roma e Milano. In dieci anni, dal 2001 al 2011, il fatturato è passato da 9 milioni di euro a 45 milioni. Contemporaneamente, il numero di occupati è salito da 65 a 230.
Emma Marcegaglia
Un’azienda proiettata nel futuro,  ha insistito Orazio Boccia: “Non stiamo festeggiando i cinquant’anni trascorsi, ma quelli che verranno”. Un’azienda  – gli ha fatto eco Vincenzo Boccia – che ha un punto di forza inimitabile: le 'persone' che ci lavorano, “con le loro competenze, il loro spirito di squadra, il gusto della sfida, la voglia dell’approfondimento, della formazione” e quella “di superarsi accettando e facendo propria la sfida del futuro, la passione per il proprio lavoro”.
Azienda, quindi, intesa come 'comunità'.  Non a caso, nel corso della discussione, sono state evocate la figura di Adriano Olivetti e la sua utopia  di abbinare le logiche e i successi dell'impresa ad un progetto sociale.  "Abbiamo voluto - ecco il messaggio, sempre attuale, trasmessoci da quell'imprenditore illuminato di Ivrea - che la natura e la luce accompagnassero la vita della fabbrica per non trasformare nessuno in un essere troppo diverso da quello che vi era entrato. Nel lavoro intelligente e scrupoloso dei nostri ottocento operai, nello studio metodico e incessante dei nostri quindici ingegneri, c’è la certezza di progresso che ci anima. La lealtà dei nostri lavoratori è il nostro attivo più alto". 

NAPOLI, UN CORSO AVANZATO SU "LINKED DATA E WEB SEMANTICO" A CURA DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA BIBLIOTECHE (AIB)



Ricevo e pubblico volentieri.

Il 28 e 29 maggio si terrà, presso la Biblioteca di ricerca di area umanistica dell’Università “Federico II” di Napoli (complesso di S. Antonello a Port’Alba - piazza Bellini, 59-60), il corso avanzato “Linked data e web semantico”, a cura dell’AIB (Associazione Italiana Biblioteche). Esso si basa sul nuovo modello di offerta formativa elaborato dall’Osservatorio Formazione dell’AIB, centrato sul processo di apprendimento continuo, ed avrà come docenti Mauro Guerrini (professore ordinario di Bibliografia e biblioteconomia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze e membro del Comitato per i beni librari e gli istituti culturali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali) e Tiziana Possemato (@CULT).
Scopo del corso, l’introduzione al concetto dei linked data e del web semantico (web 3.0 o web di dati), naturale evoluzione del web ipertestuale (web 2.0 o web di documenti), semplice nella struttura e che ha scarse connessioni tra i dati. Il web semantico si propone di dare un senso alle pagine web ed ai collegamenti ipertestuali poiché basato su una relazione di dati pubblicati sul web (linked data), in una modalità leggibile e interpretabile da una macchina, il cui significato sia esplicitamente definito tramite una stringa costituita da parole e marcatori. Nel futuro, quindi, saranno possibili ricerche molto più evolute delle attuali, basate sulla presenza nel documento di parole chiave, la costruzione di reti di relazioni e connessioni tra documenti secondo logiche più elaborate del semplice collegamento ipertestuale.
Obiettivo del corso, la conoscenza dei principi di base relativi a linked data e semantic Web, degli standard, delle tecnologie e dei linguaggi per la creazione e gestione dei linked data. Saranno inoltre presentate le più rilevanti iniziative e progetti nazionali e internazionali relativi ai linked data e indagato il rapporto tra linked data e biblioteche con un’analisi dell’evoluzione del catalogo.
Oltre alle lezioni teoriche, sono previste attività di laboratorio con esercitazioni e lavori di gruppo sulla creazione di triple RDF a partire da record catalografici e la creazione di un dataset con associazione di URI.
Tra i requisiti necessari per la partecipazione è consigliata, ma non obbligatoria, una buona conoscenza della disciplina catalografica descrittiva e semantica e la conoscenza di uno dei formati MARC (Marc21, Unimarc…); è consigliata l'iscrizione all'AIB. Il corso è a pagamento. Ai partecipanti sarà rilasciata relativa attestazione, con indicazione del numero delle ore di frequenza (in presenza ed equivalenti), e di superamento della prova finale. Le iscrizioni vanno effettuate entro il 21 maggio 2012. Ulteriori informazioni sulle modalità di iscrizione, il programma, gli orari e la sede del corso sono reperibili, nella sezione Attività-Formazione, sul sito web AIB: www.aib.it.

lunedì 14 maggio 2012

MERCOLEDI' 16 MAGGIO, A PRAIANO, SECONDO APPUNTAMENTO CON "I SUONI DEGLI DEI"


Il secondo concerto della V edizione de “I Suoni degli Dei”, in programma  mercoledì 16 maggio a Praiano,  avrà come palcoscenico naturale la località Li Cannati, posta a circa  600 metri sul livello del mare. Il luogo - così mi viene riferito - è raggiungibile agevolmente  sia da Praiano (attraverso il Convento di Santa Maria a Castro) sia da Nocelle (la frazione più alta di Positano).
Appuntamento, dunque, alle ore 10.00, quando il chitarrista Nicola Giglio, componente del gruppo musicale “Le corde della Costa d’Amalfi”, eseguirà brani della tradizione chitarristica classica e moderna, spaziando da J. S. Bach (1700) e Fernando Sor (1800) fino  a Leo Brouwer (1950). 
Questo il programma: 
J. S. Bach: dalla Suite BWV 996, Allemanda, Sarabanda Bourrée
Fernando Sor: Suite Grand Solo op. 14
Alexandre Tansman: dalla Suite Cavatina, Barcarola,  Danza Pomposa
Leo Brouwer: Etude XI, XIV, XV, Omaggio a Szymanowski.
Viene sottolineato dagli organizzatori che "I Suoni degli Dei" è un evento ideato e realizzato dal Comune di Praiano e dall’Associazione Pelagos. L’edizione 2011 ha ricevuto il patrocinio di: Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco; Provincia di Salerno; Parco Regionale dei Monti Lattari; Comune di Agerola; Club Alpino Italiano, sezione di Castellammare di Stabia.

VENERDI' 18 MAGGIO, INCONTRO CON MARIO CAROTENUTO ALLA BIBLIOTECA PROVINCIALE DI SALERNO


“Pittori in biblioteca” è un interessante progetto ideato e messo in atto dalla Biblioteca provinciale di Salerno. Prevede una serie di faccia a faccia tra artisti, che hanno dato lustro al nostro territorio, e mondo della scuola. Si comincia venerdì 18 maggio con Mario Carotenuto. L’appuntamento è fissato per le ore 9.30 nel salone delle conferenze “Francesco Cerenza”. Contemporaneamente, nella stessa sede, sarà allestita una mostra bibliografica dedicata al maestro.
Mario Carotenuto
Dopo i rituali saluti del presidente della Provincia, Edmondo Cirielli, e dell’assessore ai Beni culturali, Salvatore Arena, l’iniziativa sarà presentata dal direttore generale della Provincia, Francesco Fasolino, dalla dirigente del settore Musei e Biblioteche, Barbara Cussino, e dalla responsabile del Servizio Biblioteche Vittoria Bonani. Alla discussione, coordinata da Erminia Pellecchia, giornalista del Mattino, e Angelo Trimarco, docente universitario e critico d’arte, parteciperanno gli alunni di alcuni istituti scolastici del capoluogo: liceo artistico “Andrea Sabatini”, liceo artistico “Filiberto Menna”, liceo scientifico “Leonardo da Vinci”, liceo scientifico “Giovanni da Procida”, liceo scientifico “Francesco Severi”. E’ da sottolineare che gli studenti non avranno un ruolo passivo, di ascolto, ma potranno intervenire con le loro domande, con le loro osservazioni.
Nato a Tramonti, in Costiera amalfitana, Mario Carotenuto è approdato a Salerno all’inizio degli anni cinquanta, dopo aver trascorso la giovinezza nell’Agro nocerino. Nel capoluogo ha avuto modo di frequentare personaggi della levatura di Vasco Pratolini, Alfonso Gatto, Pier Paolo Pasolini, Filiberto Menna, Raphael Alberti, Domenico Rea, Edoardo Sanguineti. Ha attraversato, con la sua pittura, sessant’anni del novecento, ne ha condiviso tendenze e movimenti (il collage, ad esempio), ha guardato con attenzione a Manet (mi viene subito da citare Le déjeuner sur l'herbe), a Matisse, a Morandi, allo stesso Guttuso, col quale ha avuto rapporti diretti, rimanendo però sempre se stesso. Ora, a novant’anni compiuti (ma non li dimostra), è proiettato in questo terzo millennio conservando – intatti - l’entusiasmo, la curiosità (gran bella dote), la voglia di continuare a essere interprete sensibile della realtà, del mondo che lo circonda.
La Biblioteca provinciale sta portando avanti un’altra iniziativa che merita di essere segnalata: l’acquisizione di cataloghi, brochure, opuscoli riguardanti gli artisti salernitani: ce ne sono già di Pietro Falivena, Franco Longo, Ugo Marano, Franco Massanova, Dino Vincenzo Patroni, Antonio Petti, Virginio Quarta, Paolo Signorino. Questo materiale librario e documentario sarà ordinato e riversato nel catalogo on line (OPAC) di Bibliorete, la rete del sistema bibliotecario territoriale inaugurata nel 2002.