sabato 4 agosto 2012

DOMANI SERA, A RAVELLO, SI DISCUTE DI "NAPOLEONE IL COMUNICATORE" CON ROBERTO RACE


Ho già segnalato, su questo spazio, l’ultimo lavoro di Roberto Race, “Napoleone il comunicatore” (edito da Egea, la prestigiosa casa editrice dell’Università Bocconi). Il libro sarà presentato a Ravello, domani sera, alle ore 21.30, presso l’Auditorium Lifestyle Lounge Bar.
Roberto Race (foto Alfieri/Paliotto)
L’evento fa parte della rassegna eno-letteraria “Pagine di Vino”, l’esclusivo salotto culturale, promosso dall’ATI “Auditorium New Energy”, sulla meravigliosa terrazza panoramica progettata dall’architetto brasiliano Oscar Niemeyer, e arricchisce il programma con un nuovo ed interessante contributo che permetterà di scoprire una dimensione non ancora esplorata di uno dei personaggi più controversi ed originali della storia moderna.
All’incontro,  sul tema “Da Napoleone ai leader 3.0: qualità e tempi del messaggio politico”, parteciperanno, con l’autore: il giornalista   Bruno Bisogni; l’etnografo digitale e fondatore di Ninja Marketing Alex Giordano; lo storico Luigi Mascilli Migliorini ed il Capo della redazione di Salerno de Il Mattino Gianni Molinari. Sponsor della serata, la cantina Barone di Rutino.

giovedì 2 agosto 2012

RICORDO DEL DOTTOR NICOLA D'AMATO


Il dottor Nicola d’Amato, che s’è spento a Roma il 27 luglio scorso fa alla veneranda età di 92 anni, era un gran signore: non solo per appartenenza familiare (il padre, Vincenzo, medico condotto, è ancora nella memoria e nel cuore degli abitanti di Scala), ma soprattutto per formazione e stile. Conservo ancora una sua lettera, inviatami per ringraziarmi di un articolo col quale avevo ricordato il fratello, don Cesario, già abate di san Paolo a Roma e appassionato cultore della storia del territorio amalfitano.
Nato a Scala il 4 gennaio 1914, aveva compiuto i primi studi nel Seminario di Amalfi (in costiera, allora, il sistema scolastico pubblico non andava oltre le elementari) per laurearsi poi in giurisprudenza all’Università di Napoli (nel 1937).  Dopo di che, frequentò la Scuola Allievi Ufficiali a Spoleto. A fine corso fu assegnato, col grado di sottotenente di complemento, al 19° Reggimento di artiglieria di stanza a Firenze. Qui si iscrisse alla facoltà di Scienze Politiche e dopo il congedo conseguì questa seconda laurea. A fine settembre del 1940 chiese di arruolarsi come paracadutista. Partì da Napoli sulla nave “Esperia” per Bengasi e venne inviato sul fronte marmarico ad un ospedale da campo: il Nucleo Chirurgico “attendato” a stretto contatto con la linea di fuoco per l’immediato intervento chirurgico sui militari feriti.
Il 4 gennaio 1941, insieme ad altre 40.000 persone, fu fatto prigioniero dagli Inglesi a Bardia e trasferito attraverso l’Egitto sul canale di Suez, da dove i prigionieri furono imbarcati e portati in India, prima nella regione del Bengala, poi alle pendici dell’Himalaya.
Tornò in Italia il 28 ottobre 1945. Partecipò con successo a due concorsi per funzionari banditi dal Ministero dell’Interno, risultandone vincitore. Fu destinato prima alla questura, poi alla Prefettura di Ascoli Piceno, dove per più di un anno svolse le funzioni di Capo di Gabinetto del Prefetto.
Di qui fu trasferito nella Capitale. Lavorò al Ministero  e successivamente, nel 1955, fu distaccato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dove svolse vari incarichi di carattere direttivo amministrativo: fu Capo del personale, ed infine Vice Capo di Gabinetto con i governi Moro, Leone, Rumor, Colombo, Andreotti, Cossiga, Forlani, Spadolini, Fanfani e Craxi. Il 4 gennaio 1984, raggiunti i limiti d’età, fu collocato a riposo, il 4 gennaio 1984, con la qualifica di Presidente di Sezione della Corte dei Conti.
A Scala aveva casa, ci tornava sempre con piacere, anche per lunghi periodi,  stimato, rispettato e voluto bene dai suoi concittadini.

mercoledì 1 agosto 2012

QUINDICI CERAMISTI ESPONGONO AD AGEROLAARTE 2012



Quindici maestri della ceramica moderna, nell’ambito della rassegna Agerolaarte 2012, proposta dal Comune di Agerola,  daranno vita ad un evento di alto livello artistico con una rappresentazione di opere per leggere, o meglio, per rileggere la cultura e la storia di una realtà che dell’acqua, della terra, dell’aria e del fuoco ne ha fatto l’essenza stessa della vita.
“Il perché di questo tentativo – spiega Alberto Silvestri, direttore artistico di Agerolaarte 2012 -  sta tutto nella riscoperta di quella teoria degli insiemi che, con la perseveranza, l’ostinazione e la tenacia degli operatori riesce a scavalcare gli ostacoli della normalizzazione, contrapponendo capacità istintive di procreazione”.
Ci sono due modi di amare quest’arte: di riflesso (come hanno fatto quasi tutti i più grandi artisti della storia, da Picasso a Haring, che hanno usato la ceramica come complemento alla loro stessa attività pittorica), o nascerci e viverci dentro come hanno fatto tutti i partecipanti di questa rassegna, che hanno vissuto sulla loro pelle, i momenti e i passaggi progressivi della creazione e della manipolazione della materia, respirando da sempre l’aria calda delle fornaci.
I quindici maestri (Clara Garesio, Ellen G., Lucio Liguori, Alberto Silvestri, Pasquale Liguori, Ferdinando Vassallo, Antonio Perrotti, Sasa' Mautone, Raffaele Falcone, Vincenzo Caruso, Salvatore Autuori, Franco Raimondi, Salvatore Scalese, Nello Ferrigno, Alfredo Raiola), prima dell’inaugurazione, daranno anche vita ad una vera e propria performance nello spazio antistante la sede ospitante, Casa della Corte, in piazza Unità d’Italia.
“Immediatezza, gestualità ed intuizione – sottolinea Luca Mascolo, sindaco di Agerola -  saranno il loro modo di esprimersi e di rendere viva la loro stessa presenza per proseguire un’operazione di grande valore culturale che, si proietterà di sicuro nel futuro, per far grande e ricca questa terra, sublimandone i valori”.
L'inaugurazione si terrà sabato 4 agosto, alle ore 19.30, alla Casa della Corte.

ANTICHE ATMOSFERE E VECCHIE TRADIZIONI DELLA COSTA D'AMALFI NELLA MUSICA DE "I DISCEDE"



Saranno le antiche atmosfere e le vecchie tradizioni de I Discede, Musiche e Canti della Costa d’Amalfi, a caratterizzare questo rovente inizio di agosto.
Selezionati come il miglior gruppo per l'edizione 2006 dell'Ariano Folk Festival, vincitori nel 2008, insieme alla Nuova Compagnia di Canto Popolare, del Premio Nazionale Anselmo Mattei alla musica e alla tradizione popolare campana, Giovanna Della Mura (voce), Alfonso Manzi (voce, chitarra acustica e mandolino), Maurilio Taiani (voce, chitarra battente e mandolino), Massimo Ferrara (voce e percussioni), Giovanni Vuolo (violoncello), Carmine Nunziato (basso), Pasquale Nocerino (violino), accompagnati dalle ballerine Florinda Fiordaliso e Milena Acconcia, animeranno giovedì 2 agosto, ore 21.00, in Piazza Umberto I a Minori, la nuova tappa di “Mangiare informati. La Dieta Mediterranea e la Costa d'Amalfi”: appuntamento, per l’occasione, con “’E mulignane c' 'a ciucculata”.
E poi l’8 agosto saranno a Tramonti, frazione Pietre, ore 21.30, per l’ormai tradizionale Festa della Pizza.
Voci possenti, ritmi incessanti, danze e ritornelli rappresentano il volto delle radici di una terra dalle antiche tradizioni folcloristiche. E i racconti del passato, uniti a sinuose melodie, risvegliano l'animo popolare racchiuso in questi splendidi musicisti.
I Discede, che prendono il nome da una delle più antiche e belle contrade di Maiori,  con la collaborazione di Eugenio Bennato e Carlo Faiello, hanno realizzato il primo lavoro discografico "Musiche e Canti della Costa d'Amalfi", teso a rivalutare e divulgare il notevole patrimonio culturale legato alla tradizione popolare del territorio e a trasmettere l'amore per la musica  a tanta gente comune, che riempie le piazze nel corso dei loro concerti.  

GLI APPUNTAMENTI DI "PALINURO TEATRO FESTIVAL 2012"


Sarà “Il tartufo” di Moliere, interpretato da Franco Oppini, Corinne Clery e Domenico Pantano ad inaugurare, martedì 7 agosto, la seconda edizione del “Palinuro Teatro Festival”, ospitato anche quest’anno dal suggestivo anfiteatro dell’Antiquarium di Ficocella (Palinuro).
La rassegna, ideata da Silvano Cerulli, con Nando Sessa in veste di direttore artistico, proseguirà poi il 13 agosto con “Impara l’arte… e non metterla da parte”, appuntamento di punta del “Palinuro Teatro Festival Ragazzi”, che vedrà protagonista lo storico conduttore del programma “Art Attack!” Giovanni Muciaccia. A lui, il compito di accompagnare gli spettatori più piccoli, ma anche genitori e nonni,  in un lungo e piacevole viaggio teatrale che toccherà i punti più caratteristici del pianeta Arte. Il 18 agosto sarà la volta della coinvolgente comicità di Gino Rivieccio che porterà in scena “Un… Gino per il mondo”, spettacolo scritto a quattro mani dal vulcanico artista partenopeo e da Gustavo Verde. Last but not least, il 22 agosto, “Doppio inganno” (da “La Clizia” di Niccolò Machiavelli) con protagonisti Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi.
Altri appuntamenti col “Palinuro Teatro Festival Ragazzi” sono previsti, invece, il 9 agosto con “Le avventure di Pinocchio”, il 16 agosto con “Pulcinella in viaggio ai confini dell’immaginazione” e il 19 agosto con “Gli esami di Arlecchino”, che vedranno tutti in scena la compagnia Theatron.
Confermato per il secondo anno consecutivo anche il gemellaggio tra Palinuro e Borgio Verezzi, sede del più antico e ambito Festival del Teatro Italiano, quest’anno giunto alla 46esima edizione. Non a caso, oltre al mare, alle grotte, al teatro, a imprenditori (che da Borgio Verezzi hanno edificato a Palinuro importanti complessi turistici) e alla comune voglia di offrire ai propri ospiti l’eccellenza dell’ospitalità, due degli spettacoli, che hanno debuttato in anteprima nazionale assoluta al “Verezzi Festival”, apriranno  e chiuderanno il cartellone del “Palinuro Teatro Festival 2012”.

SEI GRANDI APPUNTAMENTI CON LA TRADIZIONE ENOGASTRONOMICA A TRAMONTI


Un lungo happening del sapore, tra nettare di uve, prodotti caseari e trionfo della pizza. E’ in programma a Tramonti dove i signori del vino di questa terra celebreranno il loro vitigno autoctono e l’intero comparto agroalimentare della Costa d’Amalfi. Il viaggio tra le vigne ed i sapori di Tramonti si svilupperà attraverso alcune delle tredici frazioni del paese in cui spiccano alcune produzioni tipiche a cominciare proprio dai vini doc realizzati dalle uve del vitigno centenario Tintore, sorprendentemente a piede franco, fino ad arrivare al fior di latte ed ai formaggi caprini.
Gli appuntamenti enogastronomici di Tramonti da Vivere prenderanno il via con la quarta edizione de La Contrada in Festa, “sagra dei sapori antichi” a Corsano: lunedì 6 e martedì 7 agosto sono le giornate dedicate a questo splendido evento. Tra canti, balli e musica popolare, si potranno gustare prodotti sani e genuini e sapori della nostra terra: dalla caponata al farro con i ceci, dalla ricotta al miele al pane integrale con provola e pancetta locale. Attraverso un percorso guidato si potranno riscoprire i mestieri di una volta – il cestaio, il fabbro, l’impagliatore, il falegname e tanti altri – ed assistere alla secolare cotta del pane integrale e alla caseificazione del fior di latte. Tra slarghi, stretti vicoli, antiche cantine, forni, giardini coltivati e oggetti d'arte ci sarà soprattutto tanta buona musica: ospiti speciali delle serate ‘a Paranza ‘r ‘O Lione e la Compagnia Daltrocanto. La Contrada in Festa, un microcosmo di saggezza contadina.
Da mercoledì 8 a venerdì 10 agosto, si svolgerà il Festival della Pizza. Da sempre la pizza ha caratterizzato il ruolo dei tramontani sparsi per il mondo. Vere e proprie colonie, formatesi in seguito ai flussi migratori degli anni ’50, grazie alle quali la pizza è diventato uno degli alimenti più noti. Le amministrazioni comunali hanno cercato di valorizzare questo impegno anche attraverso degustazioni, tavole rotonde e interventi in sede di Unione europea, utili a tutelare la pizza di qualità. L’annuale Festival è una occasione per ricordare il pioniere di questa attività: Luigi Giordano, che proprio l’8 agosto del 1950 legò per sempre il nome della pizza a quello della città di Tramonti, aprendo la prima pizzeria a Loreto di Novara. Il successo di questa pietanza fatta di farina impastata, pomodoro e fior di latte ebbe come effetto la migrazione in massa di numerosi tramontani verso le regioni del nord. Ad oggi sono circa 3000 le pizzerie in tutta Italia a gestione “tramontana”. Saranno tre i tipi di pizza proposti dalla rassegna: integrale (quella, cioè, che viene tutt’oggi consumata in occasione della commemorazione dei defunti); Deco (denominazione comunale), la carta d’identità del prodotto d’eccellenza istituita e riconosciuta dal Comune di Tramonti; il “Pizzino”, una pizza “nuova”, più piccola, brevettata ad Alessandria proprio da un pizzaiolo di origini tramontane. Si tratta di un impasto contenuto in una corona di metallo nel momento in cui viene infornato, ha lo scopo di conferire differenti proprietà e sapori al prodotto finito.
Venerdì 10 agosto è in programma Calici di Stelle, l’evento clou dell’intera kermesse, prima ancora che una vetrina di tipicità per quei palati raffinati capaci di risvegliare il desiderio sopito delle cose buone. Manifestazione, promossa nell’ambito delle iniziative dell’Associazione “Città del Vino”, a cui il Comune è associato, che si svolge nell’artistico scenario dell’antico chiostro del Convento di S. Francesco. Alla quale è sempre associato un convegno, momento di studio e valorizzazione di tradizione e cultura del territorio, che quest’anno ha come tema: “La qualità a Kilometri zero – Tramonti capofila in Costa d’Amalfi della filosofia slow, dai vini all’ovicaprino”.
Si proseguirà sabato 11 e domenica 12 agosto nel borgo di Gete, con la Festa del Vino, organizzata dall’Associazione Gete. Una civiltà, quella di Tramonti, che continua a mantenere in vita antiche usanze e antichi mestieri come la lavorazione dei formaggi e delle ceste di vimini, oltre alla coltivazione dei suoi vitigni ultracentenari che si dipanano con fitte trame su pergolati retti da impalcature fatte con pali di castagno. Un’autentica rarità nel panorama viticolo internazionale, ma anche l'eredità della metodologia utilizzata migliaia di anni fa dagli etruschi che popolavano la zona. Degli antichi vitigni, che hanno fatto la storia e la for­tuna dei vini della sottozona Doc di Tramonti, molti risultano essere ancora produttivi e per giunta su piede franco. Si tratta di uve strettamente legate al territorio e in qualche caso esclusive dell'entroterra amalfitano come il Tintore, la cui produzione si concentra proprio nella borgata di Gete. A fare da cornice sarà l’incanto dei luoghi con la Cappella Rupestre mentre l’atmosfera sarà garantita dal suono delle tammorre e di strumenti a corde.
Penultimo appuntamento, giovedì 16 e venerdì 17 agosto a Campinola, con la Festa del Fior di Latte per svelare un’altra entusiasmante strada del sapore: quella del latte vaccino e dei suoi derivati che attraversa in lungo in largo le colline di Tramonti. Da Cesarano a Campinola, da Capitignano a Gete, dove la filiera segue ancora i metodi tradizionali. A cominciare dalla produzione di fior di latte e caciocavalli, tutti rigorosamente “fatti a mano”. E su quella che un tempo era l’attività più diffusa (oltre 40 caseifici a fronte dei 9 attuali) esistono persino due leggende, una delle quali conduce direttamente alla pizza, offerta alla Regina Margherita da Don Raffaele Esposito, il quale sostituì il formaggio proprio col fior di latte tramontano. Scovare oggi gli ultimi casari in questo  immenso cuore verde della Costiera Amalfitana non è impresa facile, perché i loro piccoli laboratori sono per lo più nascosti tra grappoli di case che si arrampicano lungo le colline. E’ per questo che l’iniziativa si propone di mettere in vetrina un prodotto di nicchia prima di invitare buongustai e turisti a inoltrarsi tra sterrati e piccole arterie interpoderali, per dar vita al gioco della conquista dei sapori con una singolare “Caccia al Casaro”.
Si chiude sabato 18 e domenica 19 agosto a Figlino con Borgo da Favola, manifestazione che tende a recuperare e riproporre il mondo della fantasia e dei giochi del passato come vissuto da bambini e adolescenti, in particolare della nostra civiltà rurale e meridionale. La tecnologia è sì importante per la nostra vita ma la fantasia e la creatività devono avere sempre il loro spazio, nell’età dell’infanzia e dell’adolescenza. Il gioco deve essere momento di aggregazione e non di isolamento. “Borgo da favola” vuole essere, nel contempo,  riscoperta di luoghi e di siti di arte, storia e cultura. La frazione Figlino, ove si sono svolte le passate edizioni e si svolgeranno le future, conserva ancora intatti nuclei abitati del passato. Domina su tutto la Chiesa di S. Pietro Apostolo arricchita da stucchi della scuola del Vaccaro e da un pavimento decorativo di maioliche di Capodimonte risalente al ‘700.
 

E' MORTO GORE VIDAL, RAVELLESE DI ADOZIONE


Gore Vidal è morto ieri nella sua casa di Los Angeles, per le conseguenze di una polmonite. Aveva 86 anni. Autore di saggi, romanzi, testi teatrali, trilogie storico-politiche, sceneggiature per il cinema e la televisione, era considerato la coscienza critica della società statunitense. Fece scandalo, nel 1948, con "The city and the pillar" (La statua di sale), nella quale raccontò in modo esplicito la storia d'amore di un ragazzo con un suo coetaneo. Tra le sue opere, pubblicate anche in Italia, ricordo: i romanzi "In diretta dal Golgota" (Longanesi 1992), "L'eta dell'oro" (Fazi 2001), "Impero" (Fazi 2002); i saggi "La fine della libertà: verso un nuovo totalitarismo?" (Fazi, 2001), "Democrazia tradita: discorso sullo stato dell'Unione 2004" (Fazi, 2004), "E domani ancora guerra: la crisi dell'impero Usa" (Datanews 2007); i libri di memorie "Palinsesto" (Fazi 2000), "Navigando a vista" (Fazi 2006).
Aveva venduto la sua villa a Ravello, La Rondinaia, dove era solito trascorrere lunghi periodi (anche sei mesi di fila) dell’anno, per tornare definitivamente in America,  dopo la morte del suo compagno di vita, Howard Austen, avvenuta nel 2005. Cominciava a essere afflitto da problemi  fisici: “Non riesco più a camminare quel chilometro fino alla piazza del paese”, confidò nell’autunno del 2002.  Ma già nel marzo del 1996, ancora convalescente per un intervento chirurgico subito in America, era stato colpito da una grave emorragia intestinale. Fu salvato dal tempestivo ricovero all’ospedale di Salerno.
Della cittadina della costiera era cittadino onorario. Una volta, alla domanda postagli dal giornalista Giovanni Russo, “Come mai ha scelto di vivere a Ravello?”, rispose: “Mi piace perché sono sempre un meridionale nella mia vita, anche se un meridionale della California e se la mia famiglia è nordica”, originaria del Friuli. “A Ravello mi riposo, sto bene, vado a piedi fino ad Amalfi e poi ritorno in autobus e mi godo uno dei paesaggi più belli del mondo”.
In Costiera era venuto per la prima volta nel 1948, con Tennessee Williams, in jeep, e lo aveva affascinato la bellezza di questo territorio.  Poi, quando, nel 1972, gli capitò di leggere su un giornale l’annuncio che  a Ravello si vendeva una villa, decise subito di acquistarla. Non è la più bella, sosteneva, ma quella che più mi assicura solitudine e ombra. Da lì – aggiungeva – è pressoché invisibile l’inferno disumano che ha rovinato la costa campana. A parte l’ammucchiata di palazzi sul lungomare di Maiori, che gli faceva un po' storcere il naso.
La Rondinaia, già dépendence di Villa Cimbrone, è una splendida costruzione aggrappata alla montagna, a picco sul mare. Gli piaceva sottolineare che, da quella casa, si gode lo stesso panorama che si ammira dal celebre Belvedere. “L’impressione è di volare sul mare, quello che vedo è un puro distillato non tanto dell’Italia quanto della Magna Grecia, vedo e sento quello che doveva vedere e sentire Ulisse”.  A Carlo Franco, nel 2000, manifestò la sua gioia di stare a Ravello. “Fuori da questo posto c’è molto veleno – disse -, è meglio evitare ogni possibile contagio”. E lanciò un ammonimento: la divina costiera non deve smarrire il suo spirito, che è quello di “una perfetta, delicatissima combinazione di bellezze naturali, memorie storiche e modelli culturali che consentono una rara qualità della vita”. Non sempre se n’è fatto tesoro. 
© Sigismondo Nastri