sabato 26 gennaio 2013

27 GENNAIO, GIORNO DELLA MEMORIA



GIORNO DELLA MEMORIA

Nel Mein Kampf c’è scritto:  "Unwertes Leben zu vernichten,
"Das schwache muss weggeraeumt werden"[2].

Scorrono sotto gli occhi le immagini -
Auschwitz, Belzec, Bergen-Belsen,
Buchenwald, Dachau, Treblinka, Mathausen-Gusen -.
No, non è fiction, è il filo della memoria
che si rannoda al passato e ci fa arrossire
dell’essere uomini, dell’essere sopravvissuti.

Perché nei lager c'era gente come noi -
donne, bambini, giovani, anziani, senza nome,
solo un numero infamante sul braccio -
gente innocente, indifesa, uccisa da fame, fatiche, violenze,
massacrata nei forni e nelle camere a gas.
Un obbrobrio il nazismo, vergogna del genere umano. 

 “Il lager è una gran macchina per reduci e bestie”,
ricorda Primo Levi.  Teniamolo a mente: “Noi bestie
non dobbiamo diventare; che anche in questo luogo
si può sopravvivere e perciò si deve voler sopravvivere,
per raccontare, per portare testimonianza;
e che per vivere è importante sforzarci di salvare
almeno lo scheletro, l’impalcatura, la forma della civiltà”.

Non lo dimentichi il mondo, né oggi né mai.

                                                     ©   Sigismondo Nastri





[1] Annientare una vita senza valore non comporta alcuna colpa.
[2] Il debole deve essere distrutto.

venerdì 25 gennaio 2013

CREATIVITA' URBANA E INWARD PROTAGONISTI DEL FORUM DI CONFINDUSTRIA E FERPI IN PROGRAMMA OGGI A SALERNO



La creatività urbana e la street art per le campagne di comunicazione e per valorizzare le zone industriali. E’ stata questa la ragione per cui Confindustria Salerno e la Ferpi hanno scelto di inserire anche la testimonianza di Inward, l’osservatorio internazionale sulla creatività urbana,  all’interno del convegno “Comunicazione, Impresa & Territorio. Un ponte tra generazioni, economie e settori” previsto per oggi, venerdì 25 gennaio,  alle ore 15.00 (il comunicato stampa - ahi, ahi!, m'è giunto or ora...) presso la sede di Confindustria Salerno, in via Madonna di Fatima n. 194. E’ proprio la Campania infatti ad ospitare la nuova tappa degli incontri dedicati alle piccole e media imprese, organizzati da Ferpi e Confindustria per migliorare la comunicazione delle piccole e medie imprese.
All’iniziativa, oltre al direttore di Inward Luca Borriello, parteciperanno: Giuseppe De Nicola, presidente Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici Confindustria Salerno; Alfonso Siano, professore ordinario di “E-marketing” e “Corporate Communication” dell’Universita’ degli Studi di Salerno; Luigi Vicinanza, giornalista, direttore editoriale dei 18 quotidiani locali del gruppo l'Espresso. Il mondo imprenditoriale sarà invece rappresentato da Giorgio Criscuolo, per la Centrale del Latte di Salerno, e Gennaro Lodato, per l’azienda di conserve Annalisa. Nel ruolo di moderatore, Letizia Nassuato, delegato Ferpi Campania. Introdurranno i lavori Mauro Maccauro, presidente di Confindustria Salerno, e Patrizia Rutigliano, presidente Ferpi. Le conclusioni del dibattito saranno affidate a Vincenzo Boccia, presidente Piccola Industria di Confindustria.
“In questi anni - dichiara Luca Borriello - la creatività urbana e la street art hanno acquisito un ruolo strategico e le aziende, a partire dalle multinazionali, lo sanno bene. Le aziende usano la creatività urbana e la street art sia per grandi campagne di comunicazione che per valorizzare i propri stabilimenti e le zone industriali. Esempio emblematico a Salerno, Arti Grafiche Boccia che ha sviluppato un progetto che, partendo da un intervento sulla facciata principale dello stabilimento, ha dato avvio ad un’innovativa campagna di comunicazione aziendale.”

OGGI, A SALERNO, UN CONVEGNO DEI LYONS SUL LAVORO DELLE DONNE. IN PARTICOLARE, LA CERAMICA

Sono molto grato alla dottoressa Barbara Cussino, dirigente del Servizio Biblioteche e Musei della Provincia di Salerno, che mi ha gentilmente trasmesso l'invito a partecipare all'incontro di questo pomeriggio, promosso dal Lions Club Salerno "Principessa Sighelgaita", su un tema di scottante attualità: il mondo del lavoro delle donne. In particolare, La ceramica al sud "tra cultura e opportunità di lavoro".
L'appuntamento è per le ore 17.00, a Salerno, presso il Museo Diocesano in largo Plebiscito n. 12.
Dopo i saluti istituzionali di Guido Arzano, presidente della Camera di Commercio, e Alfonso Cantarella, presidente della Fondazione Carisal, sono previsti gli interventi di: Pietro Amos, storico della ceramica; Ester Andreola, dirigente del Liceo artistico "Sabatini Menna"; Daria Scotto, imprenditrice della ceramica; Lauretta Laureti, presidente dell'associazione di volontariato Humus, Deborah Napolitano, architetto. Moderatrice, Elisa Di Peso, presidente del club "Principessa Sighelgaita". Le conclusioni saranno affidate a Liliana Caruso, secondo Vice governatore del distretto Lyons 108 YA.

giovedì 24 gennaio 2013

SABATO 2 FEBBRAIO, A CAVA DE' TIRRENI, PRESENTAZIONE DE "IL PARTIGIANO MONTEZEMOLO" DI MARIO AVAGLIANO



Sabato 2 febbraio, alle ore 18.30, presso la Sala Teatro Comunale “Luca Barba” di Cava de’ Tirreni, sarà presentato il libro di Mario Avagliano “Il partigiano Montezemolo”, dedicato a Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, comandante del Fronte Militare Clandestino, martire alle Fosse Ardeatine e medaglia d’oro al valor militare alla memoria.
Insieme con l’autore, interverranno all’appuntamento: Marco Galdi, sindaco di Cava de’ Tirreni; Peppino Vitiello, presidente dell’ANPI; Luca Badiali, presidente dell’Associazione “Koinè”; Maria Teresa Fulco, presidente dell’Associazione “Memorie”. La serata, condotta da Walter Di Munzio, presidente dell’Associazione Giornalisti Cava-Costa d’Amalfi “Lucio Barone”, sarà  arricchita dalla testimonianza di Patrizia Martelli Castaldi, nipote del generale cavese Sabato Martelli Castaldi, medaglia d’oro della Resistenza.
In programma anche la proiezione del filmato “Il colonnello della Resistenza” e la performance teatrale della Compagnia “Fuori Tempo” di Geltrude Barba, che, con l’accompagnamento musicale di Tony Sorrentino dell’Associazione Musicisti Cavesi, porterà in scena “Le donne di Ravensbrück”.

mercoledì 23 gennaio 2013

SABATO MAIORI RICORDA CARMINE CONFORTI, NEL SETTIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA

Sabato 26 gennaio, alle ore 18.00, a Maiori, nel salone di rappresentanza di Palazzo Mezzacapo, sarà ricordata la figura del professore Carmine Conforti nel settimo anniversario della scomparsa.
La manifestazione è stata promossa dal Comune e dall'Associazione culturale "La Feluca".
Nell'occasione sarà presentato il libro inedito "Breve storia dell'Agricoltura Amalfitana".
Non so se potrò esserci. Lo spero vivamente. 
Ebbi modo di parlare di Carmine durante la cerimonia di inaugurazione della Biblioteca comunale di Maiori, costituita con i suoi libri, quelli del compianto onorevole Francesco Amodio ed anche con una prima tranche dei miei (conto di completare quanto prima la donazione). Il mio sogno è che quella biblioteca - aperta dal martedì al venerdì, dalle ore 16 alle 18, a cura dell'Associazione Culturale "La Feluca" e inclusa nel circuito nazionale delle biblioteche (come mi precisa il consigliere delegato per la cultura Mario Piscopo, che ringrazio) - possa diventare il fulcro della vita culturale maiorese e un punto di riferimento per gli studiosi, ma soprattutto per i giovani.
Penso sia utile riproporre qui il mio intervento.

Io ho conosciuto Carmine Conforti nel 1959, quando a iniziativa di Andrea Della Pietra e di altri amici comuni si pensò di dar vita a un giornale, affidandone a lui la direzione. Era un modo per testimoniargli vicinanza e affetto. Soprattutto, gli si riconosceva una “leadership” per la sua spiccata intelligenza e la sua carica umana. Tra questi amici, Peppino De Luca, il cui padre aveva una tipografia ad Amalfi. A quel tempo io ci lavoravo.
Il giornale lo chiamammo “Ulixes”: chiaro riferimento all’eroe omerico al quale Dante fa dire: “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtude e canoscenza”. Nell'immaginario dell'uomo moderno la figura di Ulisse è il simbolo della ricerca del sapere, di colui che tenta nuove strade e sposta in continuazione i traguardi di quel suo inarrestabile e metaforico viaggio verso ciò che è ancora sconosciuto. “Ulixes”, oltretutto, richiamava  “Sirenide”, la rivista culturale fondata da un gruppo di giovani intellettuali della costiera sul finire degli anni venti. Manco a farlo apposta, rovistando in tipografia, trovai il cliché, già utilizzato per “Sirenide”,  che riproduceva Ulisse legato all’albero della nave e i marinai ripresi nello sforzo della remata.
Toccò a me, di sera, dopo che gli operai erano andati via, assemblare il numero zero del giornale, insieme con Peppino. Salvo, la mattina dopo, prenderci i rimbrotti del “proto”, Saverio Gargano, per il casino di caratteri di piombo lasciati alla rinfusa sui banchi della composizione. Ponemmo il cliché accanto alla testata, riempimmo gli spazi morti con dei piccoli segni zodiacali. Certo, l’impaginazione lasciava a desiderare. Alla fine, però, riuscimmo a portare a termine il lavoro.
Per la stampa fu utilizzato della carta color rosa, rimanenza di altre lavorazioni.
Carmine Conforti l’ho ritrovato, all’inizio degli anni settanta, quando da Amalfi mi sono trasferito a Maiori. Da allora, ho seguito, anche da cronista, tutte  le sue azioni a difesa dell’ambiente. Soprattutto quella messa in atto negli anni ottanta contro la società petrolifera Elf, che voleva effettuare trivellazioni al largo delle nostre coste. Una battaglia condotta, e poi vinta (al Consiglio di Stato, come si ricorderà),  col coinvolgimento di tutte le nostre comunità locali. Era stato proprio lui a scoprire, sul Bollettino ufficiale degli idrocarburi del 29 febbraio 1984, che il ministero dell’Industria aveva conferito il permesso di ricerca nel tratto di mare compreso tra Capo d’Orso e Foce Sele e a intuire i danni che ne sarebbero derivati al territorio.

Ha ragione Michele Cinque quando scrive che Conforti “si è impegnato con discrezione e riservatezza, senza ricercare il palcoscenico della stampa o i vantaggi della politica, su tutti i fronti, muovendosi, per l’ambiente, lui che era costretto su una sedia a rotelle, perché aveva perso l’uso delle gambe per la poliomielite a cinque anni, più di chiunque altro in Costiera amalfitana”. Come responsabile del Wwf era in prima linea nella lotta contro gli incendi boschivi, la pesca illegale, l’inquinamento, l’abusivismo. Lotta che conduceva attraverso denunce, articoli di giornale, presentazione di dossier, partecipazione a convegni, incontri, dibattiti. 
Suo tratto distintivo, il coraggio, per nulla intaccato dal pur grave handicap fisico. Coraggio dimostrato anche quando dovette trasferirsi a Montesano sulla Marcellana, ai confini meridionali della provincia, dove ebbe inizio la sua carriera di docente di materie letterarie, conclusa poi all’Istituto Nautico di Maiori.
A Carmine Conforti va dato atto di un’azione fondamentale su temi di grande interesse per la costiera: l’approvazione del Piano di coordinamento territoriale, l’istituzione del Parco regionale dei monti Lattari, la tutela di aree di particolare rilevanza naturalistica quali la Valle delle Ferriere, il Vallone Porto di Positano, Capo d’Orso, il Demanio di Maiori.
“Ho uno splendido ricordo di lui – dichiara Gianni Menichetti, il poeta-artista che vive stabilmente nel Vallone Porto –,  è stato il primo a difendere questo selvaggio, ma vulnerabile microcosmo. Si è sempre esposto con coraggio ed è stato il primo a scrivere degli scempi e discariche che avvenivano in questa zona che dovrebbe essere protetta; è una persona che ammiravo e per cui avevo una grande stima umana anche per affinità elettive. Aveva una vastissima cultura umanistica (basta guardare la qualità dei suoi libri per rendersene conto, aggiungo io). Andavo spesso a trovarlo, un tipo molto all’antica col senso ed i modi della gentilezza composta e riservata di una volta”.
Conforti è scomparso, a 61 anni, il 25 gennaio 2006. Con lui è venuto a mancare, lo sottolineava Donato Bella su Civitas, un personaggio che, per tensione etica, cultura e spessore intellettuale, è stato, per la costiera amalfitana, quello che Antonio Cederna ha rappresentato per il movimento ambientalista italiano.
Il testamento spirituale che ci ha lasciato è racchiuso in quel suo libro “La Costiera amalfitana tra consumo e tutela”, che dovrebbe rappresentare un codice etico per gli amministratori comunali: “La Costiera amalfitana – scriveva Carmine – è un bene culturale di interesse nazionale. Da questa premessa, tuttora valida nonostante l’inconsulta rapina degli ultimi trent’anni, bisogna partire per immaginare un futuro diverso per questo territorio, capace non solo di tutelare ciò che può ancora essere salvato, ma anche di riqualificare l’intero sistema dei rapporti ambientali della zona […] Quello che occorre è un salto di qualità culturale, che consenta di convincersi – una volta per tutte – che la consumazione del patrimonio ambientale, se può fare la fortuna di singoli gruppi o individui, scarica poi immensi costi sociali sull’intera collettività e sulle generazioni a venire, per le quali si prepara un imponente disastro fatto di inquinamento, degradazione del suolo, saturazione del territorio e irreparabile perdita di risorse, possibilità ed energie”.