Un grazie vivissimo esprimo all'amico e collega Marcello Napoli per la sua bella recensione delle mie "Priére... napulitane", uscita ieri (lunedì 13 aprile) sul Mattino. Un grazie che, doverosamente, va anche ad Alessio Fanuzzi, responsabile della redazione salernitana del giornale.
il blog di Sigismondo Nastri: fatti, opinioni, ricordi, riflessioni, arrabbiature e piacevolezze. © Proprietà letteraria riservata.
martedì 14 aprile 2015
domenica 12 aprile 2015
IL MIO GRAZIE AD ANTONIO AMATO E A POSITANONEWS PER GLI AUGURI E PER IL GENEROSO APPREZZAMENTO DEL MIO LAVORO
HO scoperto oggi, quasi per caso, questo articolo pubblicato su Positanonews e ampiamente riprodotto su vari profili Facebook. Che devo
dire? Sono profondamente commosso. Grazie vivissime all'autore, il carissimo Antonio Amato, giornalista di lungo corso, protagonista di memorabili battaglie a difesa del territorio e dell'ambiente della Costiera, che riesce sempre a
sorprendermi con le sue attenzioni e il suo affetto. Grazie all'amico Michele Cinque, direttore di Positanonews e a tutti i suoi collaboratori. Non vado oltre se no mi metto a
piangere. Di gioia, ovviamente.
SIGISMONDO NASTRI, 80 anni di amore e scrittura in costa d' Amalfi
11/04/2015 - Costiera Amalfitana. - Ci sono persone che con la
loro attività e il loro carisma segnano la crescita di un’intera comunità. In
Costiera Amalfitana, Sigismondo Nastri è stato sicuramente un protagonista
importante della vita culturale e sociale. Ha rivestito e ricopre ancora ruoli
rilevanti nel Centro di Cultura Amalfitana, direttore e titolare di un blog “mondosigi“, collaboratore di varie testate giornalistiche. Ha redatto vari
scritti storici inseriti in libri di storia locale e pubblicato varie raccolte
di poesie: nel 1970 “Acquamorta" per l’editore Rebellato; nel 2013 “Ho
coltivato sogni" edito da De Luca. Ottant’anni e ancora tanta voglia di essere
al servizio del proprio paese. Sì, perché Sigismondo Nastri ha ancora tanta
energia e soprattutto tanto da dare. Come ha fatto praticamente per tutti
questi anni. E’ proprio una storia da uomini straordinari la luminosa terza età
di Sigismondo, che venerdì 17 aprile compirà ottant’anni e li festeggerà “rendendo grazie al Signore" con la pubblicazione di un libriccino di preghiere
di San Francesco d’Assisi tradotte in napoletano. Un libretto che rileva una
bellissima vena poetica di un uomo che ancora una volta riesce a stupire e a
regalare grandi emozioni alla sua gente. In quest’occasione si può dire che
Sigismondo adopera la poesia per magnificare sia l’incanto del creato sia la
bellezza del dialetto. E’ stimolante questo suo interesse per il dialetto (o la lingua come direbbe
un “purista"). Anche perché il bello del dialetto è che si può piegare a ogni
esigenza metrica e ritmica, perfino del singolo parlante. Sigismondo ha sempre
saputo informare e scuotere le coscienze. Nelle numerose iniziative di
carattere sociale, culturale e promozionale del territorio ha sempre saputo
esporre con chiarezza i problemi e ascoltare con attenzione gli altri punti di
vista. Con la sua quotidianità e senza clamore, ha compiuto un’opera
fondamentale, culturale e formativa per l’intera comunità della Costa d’Amalfi.
E’ una persona che, senza proselitismo e con amore mette il proprio tempo e
sapere a disposizione dell’altro, di chi ha voglia di parlare e di essere
ascoltato. Sembra poca cosa ma invece, in una società che chiacchiera molto ma
che non è più abituata a dialogare, è tutto.
Lunga vita a Sigismondo.
Antonio Amato
Tanti auguri di cuore da tutta la redazione di Positanonews
sabato 11 aprile 2015
PENSIERO DI UN GIORNO QUALUNQUE
"Un ottantenne - mi ha detto stamane un signore, incontrato in strada - dovrebbe premurarsi di andare
dal fotografo e farsi ritrarre per bene". Questo, ad evitare che i familiari, quando accadrà, abbiano difficoltà a reperire una sua foto recente e siano obbligati a tirarne fuori dai cassetti una qualsiasi..., brutta, magari 'vecchia' di trent'anni.
"Giustissimo - ho risposto -, ci faccio un pensiero...". E l'ho ringraziato del consiglio.
Poi, lo confesso, ho fatto i debiti scongiuri. Per puro divertissement, si badi bene, non perché ci creda.
Poi, lo confesso, ho fatto i debiti scongiuri. Per puro divertissement, si badi bene, non perché ci creda.
mercoledì 8 aprile 2015
VENERDI', PRESSO IL MUSEO ARCHEOLOGICO DI SALERNO, LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME "LE DIMORE SIGNORILI NEL REGNO DI NAPOLI: L'ETA' SPAGNOLA" A CURA DI AURELIO MUSI
Venerdì 10 aprile, alle ore 17.00, presso il Museo
Archeologico Provinciale di Salerno, sarà presentato il volume Le
dimore signorili nel Regno di Napoli: l’età spagnola, a cura di Aurelio Musi.
Vale a dire - lo leggo nella nota trasmessami -, "l’abitare nobile nella capitale e
nelle province del Regno di Napoli tra XVI e XVII secolo. Per 'dimore
signorili' sono da intendersi non solo i palazzi, ma l’insieme dell’habitat,
dello spazio residenziale aristocratico. Capitale e province costituiscono due
contesti ancora relativamente indipendenti nel secolo XVI, ma tendono a
intrecciarsi nel secolo successivo. A Napoli, come nelle città minori, l’habitat
aristocratico è una rappresentazione dai molteplici significati: essa coinvolge
la logica del Seggio, la divisione e il controllo della sfera politico-sociale,
il rapporto tra identità patrizia e identità cittadina, il ruolo della corte
feudale con le funzioni militari e civili del baronaggio, le relazioni tra
potere ecclesiastico e forma urbis."
All’evento interverranno: Giuseppe Canfora, presidente della
Provincia di Salerno; Barbara Cussino, funzionario delegato del Settore Musei e
Biblioteche della stessa Provincia; Giovanni Brancaccio, della
Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti - Pescara; Giulio
Sodano, della Seconda Università degli Studi di Napoli.
VENERDI', AD AMALFI, LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME DI GIUSEPPE FIENGO E ANTONIETTA MANCO SUI RUDERI MEDIEVALI DELLA COSTIERA AMALFITANA
Venerdì
prossimo, 10 aprile, alle ore 18.00, presso la Biblioteca
comunale di Amalfi, sarà presentato
il volume di Giuseppe Fiengo e Antonietta Manco Ruderi medievali della Costiera Amalfitana. Diffusione e
caratterizzazione del paesaggio, edito dal Centro di Cultura e Storia Amalfitana. Presenti gli autori, ne discuteranno Gennaro Miccio, del Segretariato
regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per
il Molise, e Paolo Peduto, della Università
di Salerno. Coordinatore dell’incontro, Giovanni
Camelia, del CCSA.
Il tema,
particolarmente importante, trattato nel libro, è riassunto in questa nota: “A differenza del versante nord-ovest della
penisola sorrentino-amalfitana, in cui le vestigia di antiche testimonianze
architettoniche appartengono soprattutto all'età romana, nell'opposta costiera
amalfitana prevalgono nettamente quelle medievali, generalmente riferibili all'arco
temporale che va dal tempo del Ducato all'inizio dell'infeudazione, ovvero dal IX
al XIV secolo. Queste ultime costituiscono un considerevole patrimonio, singolare
in virtù degli intensi rapporti culturali intercorsi tra gli intraprendenti
navigatori amalfitani ed esponenti delle civiltà bizantina ed islamica.
Peraltro, il loro settore numericamente più consistente era ed è rappresentato
dai ruderi di case a volta che, considerate nel loro insieme, sono un originale
attributo espressivo dell'ambiente locale, rivestendo nei singoli episodi
notevole interesse storico e artistico. Purtroppo, i ruderi medievali sono
esposti a continui pericoli, identificabili nell'abbandono, nei cattivi
restauri e, soprattutto, nella speculazione edilizia, per cui, nel corso
dell'ultimo mezzo secolo, sono stati numericamente ridimensionati. Ciononostante,
sono una fondamentale componente storica, ambientale e paesistica della
Costiera Amalfitana, in ogni epoca esaltata da letterati ed artisti italiani e
stranieri”.
giovedì 2 aprile 2015
DOMANI, 3 APRILE, ANCHE I TESTIMONI DI GEOVA CELEBRANO LA MORTE DI GESU' CRISTO
Mi si chiede di pubblicare un comunicato dei Testimoni di Geova, che "commemoreranno la morte del nostro Signore Gesù Cristo il 3 aprile, radunandosi nelle Sale del Regno ed eccezionalmente in locali presi in affitto per questo speciale evento".
Certo che lo pubblico, dopo aver sottolineato che - da cattolico osservante - ho rispetto di questa confessione cristiana (che ha una Sala a Maiori nei pressi di casa mia, conosco molti di coloro che la frequentano, una volta ci sono pure entrato) ma non ne condivido l'arbitraria interpretazione delle Sacre Scritture, l'ostilità nei confronti della Chiesa Cattolica e i metodi di proselitismo.
Io credo in Dio uno e trino, nella morte e resurrezione di Gesù Cristo, nella Sua presenza nell'Eucaristia in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Credo nei sacramenti.
Ma torno al comunicato stampa pervenutomi.
"Tra testimoni di Geova e simpatizzanti - viene sottolineato -, lo scorso anno oltre 3mila persone hanno assistito alla celebrazione nella città di Salerno e in alcuni comuni limitrofi.
In tutta Italia sono stati oltre 458mila coloro che si sono radunati per l’evento nelle oltre 3mila comunità sparse su tutto il territorio nazionale. Ogni anno la Commemorazione della morte di Cristo viene celebrata dai testimoni di Geova nella data corrispondente al 14 nisan del calendario ebraico, il giorno in cui morì il Figlio di Dio. La celebrazione avrà inizio con un canto e una breve preghiera. Dopo di che un ministro di culto pronuncerà un discorso che illustrerà le ragioni per cui Geova Dio mandò Suo Figlio sulla terra a morire per tutta l’umanità. Come fece Gesù durante l’ultima cena, saranno passati fra i presenti pane non lievitato e vino rosso, che i testimoni di Geova usano come simbolo rispettivamente del corpo e del sangue del Figlio di Dio. Infine, un altro canto e una preghiera concluderanno la cerimonia che durerà in tutto circa un’ora".
In tutta Italia sono stati oltre 458mila coloro che si sono radunati per l’evento nelle oltre 3mila comunità sparse su tutto il territorio nazionale. Ogni anno la Commemorazione della morte di Cristo viene celebrata dai testimoni di Geova nella data corrispondente al 14 nisan del calendario ebraico, il giorno in cui morì il Figlio di Dio. La celebrazione avrà inizio con un canto e una breve preghiera. Dopo di che un ministro di culto pronuncerà un discorso che illustrerà le ragioni per cui Geova Dio mandò Suo Figlio sulla terra a morire per tutta l’umanità. Come fece Gesù durante l’ultima cena, saranno passati fra i presenti pane non lievitato e vino rosso, che i testimoni di Geova usano come simbolo rispettivamente del corpo e del sangue del Figlio di Dio. Infine, un altro canto e una preghiera concluderanno la cerimonia che durerà in tutto circa un’ora".
PER "PASSEGGI SEGRETI" SABATO 4 APRILE E' IN PROGRAMMA UN'ESCURSIONE AL SANTUARIO DELL'AVVOCATA SUL MONTE FALERZIO
Per "Passeggi segreti", sabato 4 aprile è in programma un'escursione ("spedizione pulitiva") al Monte Falerzio, guidata da Gioacchino Di Martino. Prevede la visita del santuario, della grotta dell'Avvocata e di quella di Matteo Salese. Durata del percorso, fatto di scale e sentieri naturali, sei ore circa. La difficoltà è giudicata "media" dagli organizzatori. Appuntamento alle ore 7.30 del mattino nel piazzale antistante il palazzo Mezzacapo di Maiori. Prevista la colazione a sacco.
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| Il grande tiglio abbattuto dal temporale sul Monte Falerzio |
Fin qui la notizia. I particolari li rilevo dal dépliant pubblicato dal Comune di Maiori, ente patrocinatore dell'evento.
«Un itinerario molto noto alla comunità della Costiera amalfitana perché parte integrante della religiosità popolare è quello che raggiunge il Santuario dell’Avvocata (mt. 837) sul Monte Falerzio (mt. 1014).
La rigogliosa vegetazione è costituita, come accade in genere sui Monti Lattari, da lecceta nelle aree esposte a mezzogiorno e bosco misto nelle zone più umide mentre corbezzolo, mirto, lauro, rosmarino, erica ed altri rappresentanti della macchia mediterranea occupano le superfici aperte e colorano gli scenari imperdibili che dominano il golfo.
L’ascesa alla cima dura circa due ore partendo da Maiori. Dopo un’ora dalla partenza si giunge all’antica casa contadina di S. Maria e subito dopo alla suggestiva sorgente dell’Acqua del Castagno. Attraverso un sentiero più o meno comodo, disseminato di felci aquiline, raggiungiamo il pianoro dell’ Avvocata (837 mt.) dove una piccola fontana ci allieterà dall’arsura.
Alla sommità del monte Falerzio sorge un complesso religioso dedicato alla Beata Vergine Avvocata, di cui la parte più antica è costituita dalla grotta.
Si racconta che nel 1485 ad un pastore maiorese Gabriele Cinnamo, apparve in questa grotta la Vergine che gli chiese di edificare un luogo di preghiera proprio lì dove gli era apparsa, presentandosi col titolo di Avvocata. Il pastore edificò nella grotta una cappella, ingrandita in seguito dai Padri Camaldolesi che nel 1682 presero in custodia il convento che era lì sorto. Il Cinnamo, oltre alla grotta, rese luogo di culto varie costruzioni che egli stesso aveva erette.
La parte più importante del complesso è la grotta, dove sopravvive la parte esterna della cappella con la scena dell’Annunciazione, con l’apparizione della Vergine al pastore rappresentata sull’altare; sulla volta sono rappresentati i dodici apostoli circondati da angeli. Da questa cappella si aprono due scale che conducono, una a due pozzi per la raccolta dell’acqua, e l’altra ad una cavità più vasta, forse originaria sede del culto, dove non si notano strutture.
Raggiunto il Santuario, uno stretto sentiero conduce ad un’altra grotta detta di Matteo
Salese, un popolare brigante della costa che, secondo la leggenda popolare, accerchiato dai gendarmi borbonici preferì buttarsi nel vuoto per seguire il suo ideale di libertà. Nella grotta si possono vedere sulla parete di fondo una serie di tre piccoli archi, di cui quello centrale, più ampio, chiuso con funzione di fontana per l’acqua che fuoriusciva dalla sorgente. Le strutture sono ottocentesche.
Proseguendo si giunge al punto di osservazione più alto del Golfo di Salerno con un ampio orizzonte ed un incantevole panorama da Punta Licosa a Capri.»
L’ascesa alla cima dura circa due ore partendo da Maiori. Dopo un’ora dalla partenza si giunge all’antica casa contadina di S. Maria e subito dopo alla suggestiva sorgente dell’Acqua del Castagno. Attraverso un sentiero più o meno comodo, disseminato di felci aquiline, raggiungiamo il pianoro dell’ Avvocata (837 mt.) dove una piccola fontana ci allieterà dall’arsura.
Alla sommità del monte Falerzio sorge un complesso religioso dedicato alla Beata Vergine Avvocata, di cui la parte più antica è costituita dalla grotta.
Si racconta che nel 1485 ad un pastore maiorese Gabriele Cinnamo, apparve in questa grotta la Vergine che gli chiese di edificare un luogo di preghiera proprio lì dove gli era apparsa, presentandosi col titolo di Avvocata. Il pastore edificò nella grotta una cappella, ingrandita in seguito dai Padri Camaldolesi che nel 1682 presero in custodia il convento che era lì sorto. Il Cinnamo, oltre alla grotta, rese luogo di culto varie costruzioni che egli stesso aveva erette.
La parte più importante del complesso è la grotta, dove sopravvive la parte esterna della cappella con la scena dell’Annunciazione, con l’apparizione della Vergine al pastore rappresentata sull’altare; sulla volta sono rappresentati i dodici apostoli circondati da angeli. Da questa cappella si aprono due scale che conducono, una a due pozzi per la raccolta dell’acqua, e l’altra ad una cavità più vasta, forse originaria sede del culto, dove non si notano strutture.
Raggiunto il Santuario, uno stretto sentiero conduce ad un’altra grotta detta di Matteo
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| Il santuario dell'Avvocata |
Proseguendo si giunge al punto di osservazione più alto del Golfo di Salerno con un ampio orizzonte ed un incantevole panorama da Punta Licosa a Capri.»
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