giovedì 23 aprile 2015

LA "ORATORIA PER LA PACE" DI LUCA FILIPPONI, PRESIDENTE DELLO SPOLETO FESTIVAL ART, QUESTA SERA A MINORI



I “discorsi sulla pace” di Martin Luther King, Giovanni XXIII, John F. Kennedy, Madre Teresa di Calcutta, Nelson Mandela, Indira Gandhi, risuoneranno questa sera, venerdì 24 aprile, alle ore 19.30, nella Basilica di Santa Trofimena a Minori. L’occasione è offerta, nell’ambito di èPrimavera…fioriscono Libri, dalla presentazione di “Oratoria per la Pace” del presidente dello Spoleto Festival Art Luca Filipponi
Martin Luther King, "I have a dream"
Dal testo scritto è stato tratto un reading, a cui hanno collaborato le associazioni Joseph Beuys…e oltre e CavAttiva, CostieraArte, Alfredo Arturo Bascetta eventi.  Ad alcuni dei “discorsi sulla pace” presta la voce l’attore Pietro Paolo Parisi, accompagnato dalle musiche originali composte dal Maestro Marco Volino. In video invece, curati da Giancarlo Barela, il “Discorso alla luna” di Papa Giovanni XXIII, “Ich bin ein Berliner” di John F. Kennedy, “I have a dream” di Martin Luther King. Ai discorsi sono ispirati i disegni e le foto di Barbara Spatuzzi, Silvana Ferrara, Alessandra Savoca, Viviana Bottone, Davide D’Aniello, Francesco Cuccaro, esposti per l’occasione. Intermezzi vocali del soprano Maria Infranzi, accompagnata dal Maestro Vincenzo Terrana, di Stefano Grillo e Amalia Pagliuca, accompagnati dal Maestro Pasquale Cirillo. Regia del reading affidato a Floriana Frettella Filippone, Maria Grazia Salpietro e Francesco Grillo. “Attraverso la lettura di questi discorsi sulla pace possiamo essere tutti più consapevoli di quello che si può e si deve fare nel mondo, ma anche di quello che si è fatto, e quindi il punto o i punti dai quali tutti dobbiamo ripartire”, sottolinea il presidente dello Spoleto Festival Art, a cui sarà consegnato, nel corso della serata, il Premio Speciale ..incostieraamalfitana.it “Arte & Cultura”.
èPrimavera…fiorisconoLibri si pregia degli auspici del Centro per il libro e la lettura del Ministero per i beni e le attività culturali; dei patrocini, oltre del Comune di Minori, anche del Club “I Borghi più belli d’Italia”, dell’Università degli Studi della Tuscia, del Consolato del Benin a Napoli, dello Spoleto Festival Art, di Mentoring Usa/Italia Onlus, dell’Association Internationale Critiques Litteraires, dell’UNPLI Unione Nazionale delle Pro Loco Italiane - Comitato provinciale di Salerno, di ABE edizioni, dell’Accademia di Pasticceria e del Buon Gusto Mediterraneo, dello Yachting Club Salerno, della Libreria la Feltrinelli Salerno, delle Associazioni “Joseph Beuys…e oltre”, “UniverCity” Salerno, “CavAttiva”, “CostieraArte”, “Costadamalfiper…”, della Parrocchia di Santa Trofimena, della Pro Loco di Minori, dell’edicola-libreria edicolè Maiori; del supporto di realtà operative come Otowell Acustica, Ipernetwork Team Salerno, Banca di Credito Popolare, Cartesar, Daedalus Maioliche d’Autore, Ceramiche Rosso al Tramonto, Azienda Agricola Capolupo.

SI APRE CON "PATRES" LA RASSEGNA TEATRALE DI VINCENZO ALBANO AL PICCOLO TEATRO DEL GIULLARE DI SALERNO




Al Piccolo teatro del Giullare di Salerno (Via Vernieri, Traversa Incagliati 2) si apre la rassegna teatrale ideata e curata da Vincenzo Albano  - “GEOgrafie, Teatri della contemporaneità, atto I/La Calabria” -, una prima tappa di un percorso che vuole dare uno sguardo sintetico, ma di grande efficacia, a delle produzioni che hanno come comune denominatore un’area geografica distinta. Si inizia dalla Calabria, ma il percorso pensato da Albano, nel prosieguo, prevede una ribalta che porterà in evidenza – di anno in anno – le diverse drammaturgie italiane, a partire dal sud Italia. 
La rassegna, organizzata da Erre Teatro con la consulenza di Emanuela Ferrauto e la partnership di Puracultura, prevede quattro spettacoli e inizia quest'oggi, venerdì 24 aprile, alle ore 21.00, con “Patres”, produzione di Scenari Visibili – Lamezia Terme), scritto e diretto da Saverio Tavano, con Dario Natale e Gianluca Vetromilo
Un giovane Telemaco di Calabria - leggo nella nota trasmessami dalla collega Claudia Bonasi - attende da anni il ritorno di suo padre, paralizzato dall'attesa, davanti all’orizzonte che può solo immaginare dal buio della sua cecità: attende su una spiaggia bagnata dal Mar Tirreno, mette le mani avanti per vedere l’orizzonte, si rivolge verso il mare e aspetta che questo padre ritorni. E' il mare che scandisce e accompagna la vita di questo figlio incapace di vedere come di andare, in attesa di un padre che invece non è in grado di restare/tornare a casa, in una terra a volte ostile. Un “Patres” che lega il figlio ad una corda perché altrimenti potrebbe perdersi, incapace di stargli accanto, non ritrova il coraggio della testimonianza e la forza della trasmissione. Telemaco, dalla lunga attesa, non aspetta un Godot, aspetta realmente qualcuno e l’attesa è dinamica, come un'erranza, un rischio. Patres parla dei padri e della loro collocazione in questo momento storico: orfani di padri maestri, padri politici, padri spirituali. Goethe dice che l'eredità sta in un movimento di riconquista, vero erede è un orfano a cui nessuno garantirà nulla. E dunque ereditiamo il niente, ma non proveniamo dal niente, occorre quindi recuperare il nostro scarto col passato.
La rassegna GEOgrafie ha come  assistente organizzativa Stefania Tirone, social media strategist Grazia D’Arienzo e direttore scientifico Alfonso Amendola (docente di Sociologia degli audiovisivi sperimentali e di Sociologia dei processi comunicativi presso l’Università degli studi di Salerno) e  gode del patrocinio del Centro studi sul Teatro napoletano, meridionale ed europeo e di Unisound (web radio dell’Università degli studi di Salerno diretta da Francesco Colucci). Nei giorni di spettacolo si terrà una diretta radio con i protagonisti su www.webradio.unisa.it, scaricabile in podcast. Il progetto radiofonico prevede 4 appuntamenti, ogni venerdì alle ore 15. Ingresso: € 10,00.

25 APRILE, FESTA DELLA LIBERAZIONE. ECCO "BELLA, CIAO" NELLA MIA TRADUZIONE IN LINGUA NAPOLETANA



Su La Città di oggi, l'amico e collega Paolo Romano ha celebrato, con due giorni di anticipo, il   25 aprile, settantesimo anniversario della liberazione dell'Italia dall'occupazione nazifascista da parte delle forze della Resistenza italiana. In particolare,  ha rievocato le gesta eroiche che hanno avuto come protagonisti dei salernitani: tra questi spiccano i nomi di Nicola Monaco, Giuseppe Tedesco, Ugo Stanzione. Ma furono 96  i salernitani che offrirono il loro estremo contributo alla Resistenza. 
A corredo dell'articolo -  una pagina di storia da affidare alle nuove generazioni -, Paolo  mi ha chiesto espressamente di tradurre in napoletano la celebre Bella ciao, canto popolare antifascista nato nell'Appennino emiliano, divenuto l'inno del movimento partigiano italiano e cantato poi in tutto il mondo.
Ne trascrivo qui il testo completo, ricordando che, domani ad  Agerola, sull'altopiano che affaccia sulla Costiera amalfitana e la Penisola sorrentina, si svolgerà una solenne cerimonia in onore di un figlio di quel territorio, il comandante partigiano Renato Florio, colpito a morte dal fuoco amico di aerei delle Forze Alleate il 24 aprile 1945 mentre, alla guida dei suoi uomini, in ossequio agli ordini ricevuti dagli alti comandi partigiani, stava convergendo dalle montagne circostanti verso Genova al fine di ostacolare e contrastare la marcia delle truppe nazifasciste.                     

BELLA CIAO


I’ ’na matina me so’ scetàto,
oi bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
I’ ’na matina me so’ scetàto
e nce steva ll’invasór[e].

Oi partiggiano, neh purtamménne,
oi bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Oi partiggiano, neh purtamménne,
ca ccà me sento ’e murì’.

E si i’ moro da partiggiano,
oi bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E si i’ moro da partiggiano
tocca a te ’e me seppellì’.

M’hê ’a seppellì’ ncopp’ ’a muntagna
oi bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
M’hê ’a seppellì’ ncopp’ ’a muntagna
a ll’ombra ’e nu bello sciór[e].

E tutt’ ’e gente ca passarranno
oi bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E tutt’ ’e gente ca passarranno
diciarranno “è bello ’o sciór[e]!”. 

“È chisto ’o scióre d’ ’o partiggiano”,
oi bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
“È chisto ’o scióre d’ ’o partiggiano
 muorto pe’  la libbertà”.

(© traduzione in napoletano di SIGISMONDO NASTRI)

P.S. Quello “invasor[e]” alla fine della prima strofa è poco napoletano, come pure “sciór[e]” ripetuto tre volte. In napoletano le parole non finiscono mai con una consonante. Ma ogni eventuale alternativa sarebbe penalizzante per la metrica.

mercoledì 22 aprile 2015

SALERNO, DOMANI L'INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA "FRAGMENTA: IL FUOCO DELLA PASSIONE" DI TONINO MATTU NELLA CHIESA DI SANT'APOLLONIA



S'intitola "Fragmenta: il fuoco della passione" l'installazione site specific di Tonino Mattu, che sarà esposta a Salerno nella Chiesa di Sant'Apollonia (via San Benedetto) da domani, giovedì 23 aprile (inaugurazione alle ore 19.30), fino al 1° maggio.
«Un busto, un volto, una mano, una gamba e un piede - riferisce il comunicato stampa di Olga Chieffi - , frammenti anneriti e consunti che affiorano in superficie, quasi reperti rinvenuti in uno scavo archeologico. Sono i resti di una crocefissione carbonizzata,  mistica e allo stesso tempo terrena nella sua caducità, vera e irreale  come la leggenda salernitana del Crocifisso di Barliario. Tonino Mattu, classe 1979, si è ispirato al dipinto su legno del XIII secolo, conservato nel Museo diocesano “San Matteo” di Salerno, quello che l’immaginario popolare ha tramandato come l’effigie miracolosa della conversione di Pietro Barliario: il negromante avrebbe venduto l’anima al diavolo in cambio del potere su uomini e cose e, pentitosi dopo la morte violenta dei nipoti, avrebbe chiesto l’assoluzione dai suoi peccati al Cristo in croce della chiesa di San Benedetto; l’icona  sacra, di fronte al suo tormento, si sarebbe animata, piegando il capo e aprendo gli occhi in segno di perdono.
Il giovane artista sardo, già protagonista delle scene nazionali ed internazionali dell’arte contemporanea, ha realizzato un dipinto ad olio su tela, successivamente deturpato, corroso e sezionato. Le cinque tavole sono state applicate su di un’altra, bianca, di 2,40 per  2,40, per dare l’idea di frammenti ritrovati dopo un incendio.
L’opera, installata nell’abside della chiesa sconsacrata di Sant’Apollonia, sarà un evento all’interno del più ampio evento de “La Fiera del Crocifisso ritrovato”, ideata dalla Bottega San Lazzaro di Giuseppe Natella: una manifestazione legata proprio al miracolo che, nel Medioevo, fece di Salerno luogo di pellegrinaggio con l’arrivo di migliaia e migliaia di devoti e la nascita di uno dei mercati più importanti del Sud Italia. Giunta con successo alla quindicesima edizione, vanta il patrocino del Comune, dell’EPT e dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Salerno.»
L’intervento site specific dal titolo “Fragmenta: il fuoco della passione” vede come curatrice Erminia Pellecchia. «Questo lavoro di Mattu – scrive la giornalista e critico d’arte – sono reperti di un’umanità inchiodata dal peccato dell’indifferenza, dell’ipocrisia e del compromesso, dal potere che si autolegittima, dal senso della morale confuso, dal grigiore cinico che circonda.  Poveri cristi offerti sulla croce dell’ingiustizia, proprio come l’archetipo alto degli innocenti e degli illuminati che subiscono torti, ma che, nella sua brutale esposizione, si fa portatore di riscatto, di speranza e di vita…. Lacerti consunti, fragmenta di una misticità laica che infiammano i cuori col fuoco della passione”.