sabato 19 settembre 2015

GLI INCENDI BOSCHIVI IN COSTIERA: MALE ENDEMICO DI STAGIONE?

Serena Dandini, occupandosi su Io Donna della mostra Painting Paradise. The Art of the Garden, aperta fino all’11 ottobre a Londra, alla Queen’s Gallery di Buckingham Palace, cita Lorenzo il Magnifico che scriveva: “Il Paradiso altro non è che il più piacevole dei giardini, dove abbondano tutte le cose più dilettevoli, alberi, pomi, fiori, fresche acque sorgenti, il canto degli uccelli, ed in effetto tutte le amenità sempre sognate dal cuore degli uomini…”. Da quando sono nato, nella parte alta della Valle dei Mulini ad Amalfi, ho sempre pensato di essere un privilegiato. Perché quello era il mio paradiso. Allargando l’orizzonte dello sguardo, mi sono poi accorto che tutta la Costiera è un paradiso. Non sono l'unico a pensarla così. Renato Fucini, arrivato in carrozzella quando ancora non vi circolavano le auto, aveva osservato che “il giorno del giudizio, per gli Amalfitani che andranno in Paradiso, sarà un giorno come tutti gli altri”. Senonché, riproponendo la disubbidienza che portò alla cacciata di Adamo e Eva dall’Eden, c’è chi si lascia vincere dalle suggestioni  di un demone – o dal denaro? –  per distruggere questo nostro paradiso, per trasformarlo in inferno.
Maiori di notte, con le fiamme che aggrediscono la montagna
(Foto di Donato Bella, da Facebook)
Mi riferisco ovviamente alla serie di incendi che hanno interessato pesantemente, in questi ultimi giorni, il territorio della Costiera, da Cetara a Maiori, da Amalfi a Sorrento. Ultimo, ieri sera, sulla montagna (località Tampone o Tompone), proprio a monte del popoloso rione di Casa Imperato, a Maiori, dove abito. Ma già l’altro ieri s’era vissuta un’esperienza terribile, con le fiamme che aggredivano il promontorio di Capo d’orso, riducendo in cenere alberi e macchia mediterranea. E mettendo a rischio abitazioni e strutture turistiche.  Non è neppure la prima volta che capita e non sarà l'ultima se il fenomeno degli incendi estivi, dovuto ad atti delittuosi, continuerà ad essere snobbato nelle sedi istituzionali competenti. Se poi qualcuno non ne è convinto, lo  dichiari ufficialmente: vuol dire ca è stato 'o cavere, 'o sole cucente. Autocombustione. Oppure un amante del trekking che, andando per i sentieri, ha gettato un mozzicone acceso. Chi ci vuol credere ci creda. Esistono pure 'e ciucce ca volano, no? Il fatto è che chi dovrebbe farsi carico del problema finge di non capire. E chi è tenuto a indagare ritiene che sia un fatto ineluttabile, endemico come un male di stagione: l'influenza, il raffreddore, la bronchite, la diarrea. Perché fino a oggi risultati non se ne sono avuti.
Non si va alla ricerca delle cause e del movente, non si fa prevenzione né vigilanza, si preferisce intervenire  con i vigili del fuoco, la protezione civile, che svolgono con sacrificio un lavoro difficile e perciò meritano tutta la nostra ammirazione,  i mezzi aerei (già…!) quando arrivano, a "funzione" finita , con comodo. Comme succedette na vota a santa Chiara; doppo arrubbato facettero 'e porte 'e fierro.  Io non sono un patito di Marzullo, mi pongo domande ma non mi do risposte. Ci provai una volta, una quindicina di anni fa:  nun l'avesse... maje fatto!!!
Vedo che su Facebook  c’è chi impreca, maledice, Non serve a nulla. Occorre che chi sa, chi ha visto, chi sospetta, parli. Mi rifiuto di credere che nessuno si sia mai accorto di nulla. L'omertà vale complicità. Se distruggiamo il nostro ambiente (poi con le piogge verranno le frane, le alluvioni) , distruggiamo non solo l'economia del territorio, che è già a rischio per come è strutturato, ma la possibilità di sopravvivenza delle future generazioni. Tutto il male che facciamo all'ambiente, al paesaggio, si ritorcerà a danno dei nostri figli, dei nostri nipoti. Teniamolo bene a mente! 

martedì 8 settembre 2015

DELITTO MEREDITH: IL CASO E' CHIUSO, MA INDUCE A QUALCHE RIFLESSIONE

Apprendo dal telegiornale che la Corte di Cassazione, assolvendo definitivamente Raffaele Sollecito e Amanda Knox, accusati dell'uccisione di Meredith Kercher, ha sottolineato che manca un "insieme probatorio" contrassegnato "da evidenza oltre il ragionevole dubbio".
Ricordo in sintesi quella dolorosa vicenda. La sera del 1° novembre 2007, a Perugia, la Meredith, studentessa inglese, che era in Italia per motivi di studio,  fu trovata morta, con la gola tagliata, nella propria camera da letto, all'interno della casa che condivideva con altri studenti. Per quel delitto risulta condannato in via definitiva con rito abbreviato il cittadino ivoriano Rudy Guede.
Nel 2009, al processo, in primo grado, celebrato presso la Corte di Assise di Perugia, furono condannati, come concorrenti nell'omicidio, anche la statunitense Amanda Knox e l'italiano Raffaele Sollecito, assolti poi dalla Corte di Appello nel 2011, e scarcerati, per non avere commesso il fatto.
Senonché la Corte di Cassazione, il 26 marzo 2013, annullò la sentenza assolutoria, rinviando gli atti alla Corte d'Assise d'Appello di Firenze per un nuovo processo. Questa, il 30 gennaio 2014, confermò la colpevolezza degli imputati condannando Amanda Knox a 28 anni e 6 mesi di reclusione e Raffaele Sollecito a 25 anni di reclusione. 
Il 27 marzo 2015 la quinta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, ha posto fine al caso assolvendo definitivamente, come dicevo,  i due imputati per non aver commesso il fatto. 
Fossi uno dei frequentatori di quei salotti televisivi, che hanno condotto indagini parallele, e "sparato" - prima ancora che lo facessero i collegi giudicanti - sentenze di condanna e severe censure sulle persone, mi metterei davanti a uno specchio e mi sputerei in faccia.
Resta il rammarico che, a causa di "clamorose défaillances o 'amnesie' investigative e di colpevoli omissioni di attività di indagine", non si sia riusciti ad accertare veramente come sono andate le cose.
Ma questo è un altro discorso.

lunedì 7 settembre 2015

DAL 10 AL 12 SETTEMBRE, A OSPEDALETTO D'ALPINOLO, SI RINNOVA LA TRADIZIONE DELLA "JUTA A MONTEVERGINE"

Manco a Montevergine da tantissimo tempo. L’ultima volta che mi ci recai, più di trent'anni fa, vi trovai alte cataste di neve. C’ero già stato prima, in compagnia di un amico sacerdote, parroco di Torelli di Mercogliano, don Giovanni Graziano. Erano i tempi dell'Abate Ludovico Anselmo Tranfaglia. Il ricordo di Ospedaletto d'Alpinolo, non meno... antico, pure è legato a un sacerdote: don Antonio Oliviero. Partecipai alla cerimonia in suo onore quando fu nominato arciprete. Per  la cultura, il carisma, la parola accattivante avrebbe sicuramente meritato di più. E poi, sempre a Ospedaletto, ero in rapporto di amicizia con due brave persone: il professore Barletta (del quale non mi viene proprio il nome, forse Aniello) e Antonio Matarazzo.
Ora mi arriva il comunicato stampa relativo alla XVII edizione della “Juta a Montevergine”, la manifestazione - organizzata dal Comune di Ospedaletto con la collaborazione dell’Associazione Chilli Band e la direzione artistica di Luciano Bonetti - che terrà banco dal 10 al 12 settembre. Mi fa piacere darne notizia su questo mio spazio. Fitto e interessante il programma: musica, incontri, danze popolari, sfilate e artisti di strada. Il pensiero va subito al canto, fin troppo noto, “Simme jute e simme venute, quanta grazie c’ ‘avimme avute”, dedicato alla Vergine, detta “Mamma Schiavona”
La cultura del territorio va difesa, protetta, tramandata. Anche attraverso queste feste, capaci di richiamare tantissima gente. Oltretutto lì, ai piedi della montagna, l’aria è fresca e la cucina deliziosa.

Mi dicono che la tradizione della “Juta a Montevergine” (juta = andata,  salita... ) risale a più di otto secoli fa, se è vero che fin dal 1139 si parla del pellegrinaggio lungo i sentieri del monte Partenio verso l’imponente luogo di culto.
Si comincia giovedì 10 settembre con l’esibizione della Compagnia di Musica Popolare del Cilento e Sud Italia, i Kiepò
Venerdì 11 ci sarà l’evento “La Notte della Juta”, musica tutta la notte con Nando Citarella & i Tamburi del Vesuvio‘O LioneI SanacoreRareca Antica e Valerio Ricciardelli, ad animare le strade di Ospedaletto d’Alpinolo. Seguirà il pellegrinaggio in massa, attraverso la strada antica, fino al Santuario della Madonna di Montevergine.
Il 12 settembre, alle ore 9,00 si svolgerà la Marcia della Pace fortemente voluta dal sindaco Antonio Saggese, mentre in serata si esibirà l’Orchestra delle tammorre e dei putipùLa Juta a Montevergine, diretta da Mimmo Maglionico, con Alfio Antico, Carlo Faiello, Mimmo Maglionico e Sara Tramma, riunitisi in esclusiva  per l’evento.
Tra musiche e danze popolari,  itineranti paranze e botteghe artigianali,  degustazioni di prodotti tipici locali, non mancherà la sfilata con premiazione finale al miglior cavallo e carrettone addobbato. Anticamente, infatti, si andava a Montevergine in carrozze con cavalli ornati con fiocchi e nastri di vario colore e luccicanti e assordanti campanelli.
Novità di quest’anno,  la premiazione con un weekend per due persone all’Hotel La Castagna per il selfie più simpatico della Juta che sarà postato sulla pagina ufficiale di Facebook, La Juta a Montevergine.

domenica 6 settembre 2015

PERCHÉ, A MIO AVVISO, LA PUBBLICAZIONE DELLA FOTO DEL PICCOLO AYLAN NON É "INFORMAZIONE DA BOVINI"

Il professore Alessandro Meluzzi, autorevole psichiatra, psicologo, uomo di Chiesa (è diacono), tra le tante cose giuste dette in una lunga intervista che ho letto su Facebook, ha dichiarato che, pubblicando la foto del piccolo siriano, Aylan, morto sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, mentre rincorreva, con la sua famiglia, il sogno di un futuro meno angosciante e insicuro, s'è fatto informazione da bovini. “Il problema - ha detto - è questa strategia dell’informazione. Un modo efficace di sparare nel branco come facevano i cow-boy con i bovini: se vuoi far spostare la mandria a sinistra spara a destra, viceversa, per spostare la mandria a destra spara a sinistra. Questa pendolarità dell’informazione è quello a cui si sta assistendo in questi giorni".
Da giornalista di periferia, e senza mancargli di rispetto, dichiaro a voce alta che non sono d'accordo. Chi opera nel mondo della comunicazione ha il dovere d'informare, correttamente, ma compiutamente. Mi si potrà obiettare che c'è un problema di deontologia, che va tutelata la dignità della persona. Resta il fatto che i più importanti organi di stampa, in Italia e all'estero, magari dopo un serrato confronto all'interno delle redazioni, hanno scelto di pubblicare l'immagine di quel corpicino riverso sul bagnasciuga o quella del vigile del fuoco che lo tiene teneramente in braccio.

E' che ci sono molti che non vogliono vedere, e neppure parlare, né sentire, come le famose tre scimmie. Capisco  che quelle foto sono come due pugni sferrati alle tempie. Sconvolgono, turbano,  stordiscono, poi mettono tanta rabbia. Come l'altra, di un bimbo palestinese, ammazzato dagli israeliani, che pure ho condiviso sul mio profilo Fb. 

Su quelle immagini - e su quelle dei migranti inghiottiti dal mare nell'immondo traffico di esseri umani tra Africa ed Europa,  su quelle (che qualcuno ha pubblicato e che girano su Internet) dei decapitati dell'Isis, delle vittime di atroci violenze fisiche e morali  - tutti dobbiamo fare un approfondito esame di coscienza. E vergognarci.
Sono sincero: se le foto dei due bambini morti mi feriscono nell'animo, trovo ripugnanti quelle giunte da Praga, dove i migranti sono marchiati con un pennarello. Mi ricordano tanto l' Olocausto. E quelle dell'Ungheria, dove s'è costruito in tempo record un muro anti-immigrati alto quattro metri, rinforzato col filo spinato. E' questa l'Europa che sognavamo?

I bambini non hanno nazionalità, sono bambini e basta. Potrebbero essere figli nostri. Andrebbero difesi e tutelati anche in tempo di guerra e di barbarie.
Io temo - questo, sì - che, sdraiati nei salotti, attratti da una tv che mira a fare audience (per acquisire sempre più pubblicità) attraverso l'amplificazione di squallidi quanto atroci episodi di cronaca nera, finiamo con l'assuefarci alla violenza,  a ogni forma di violenza. Anche a quelle più estreme. In una società, la nostra, che è già essa stessa violenta. E quindi finiamo con l'accettare che i bambini diventino vittime sacrificali, in un mondo che tende sempre più a dividersi tra ricchi  e poveri, tra persecutori e perseguitati, tra oppressori e oppressi.  
Il brano della lettera di San Giacomo Apostolo, letto nella messa di oggi, ammonisce: "Supponiamo che, in una delle vostre riunioni, entri qualcuno con un anello d'oro al dito, vestito lussuosamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Se guardate colui che è vestito lussuosamente e gli dite: Tu siediti qui, comodamente, e al povero dite: Tu mettiti là, in piedi, oppure: Siediti qui ai piedi del mio sgabello, non fate forse discriminazioni e non siete giudici dai giudizi perversi?". E pensare che, anche da noi, c'è chi insiste per i respingimenti dei migranti...
Il bimbo Aylan e il piccolo palestinese sono i simboli di tutti i poveri, di tutti i perseguitati, di tutti gli oppressi del mondo.

sabato 5 settembre 2015

LA PRESENTAZIONE AD AMALFI DEL LIBRO DI MIMMO DELLA MONICA SU GAETANO AFELTRA


Ieri sera, ad Amalfi, nell'antico Arsenale, c'è stata la presentazione del libro di Mimmo Della Monica "Gaetano Afeltra Una vita per il giornalismo". Ho fatto salti mortali per andarci e alla fine - grazie a un passaggio in macchina - ci sono stato. Contento per la partecipazione di tanta gente, amici, estimatori, segno che il ricordo di don Gaetano nella sua città rimane costantemente vivo. 

Sul libro non posso esprimere giudizi perché ancora non l'ho letto. 

Ho apprezzato però il modo "goliardico" (cioé privo dei formalismi di rito) in cui questo appuntamento è stato organizzato (grazie all'assessora Enza Cobalto, a Emiliano Amato, direttore del quotidiano online Il Vescovado, al lettore - ahimé, non ne ricordo il nome - di brani tratti da elzeviri di Afeltra, al giornalista Gabriele Bojano  che ha condotto da maestro l'incontro). Come ho apprezzato la concretezza dell'intervento del direttore del Corriere del Mezzogiorno Enzo d'Errico. E l'impegno del sindaco Daniele Milano di tenere una cerimonia ufficiale, il 9 ottobre prossimo (quinto anniversario della scomparsa di Afeltra), per onorarlo degnamente.
Anche a noi - ad Angelo Tajani e a me - è stata data l'opportunità di tracciare, a modo nostro, un breve ritratto di don Gaetano, recuperando dalla memoria episodi di un lungo rapporto di amicizia e di "devozione". Con l'affetto di sempre.

venerdì 4 settembre 2015

L'IMMAGINE DI QUEL BAMBINO TROVATO MORTO SULLA SPIAGGIA DI BODRUM IN TURCHIA

    Penso ancora all'immagine di quel bambino - si chiamava Aylan Kurdi e aveva tre anni - trovato senza vita sulla spiaggia di Bodrum in Turchia, immagine assurta a simbolo della tragedia che ha colpito il popolo siriano, ma anche di tutte le tragedie che si stanno consumando sulle rotte del Mediterraneo che portano dall'Africa al continente europeo. E' una immagine - non lo nego - capace di turbare la nostra sensibilità. C'è chi chiede, su Facebook, di non farla più vedere. E invece sì, dico io. Serve a scuotere le nostre coscienze, che si sono assuefatte alle torture, alle decapitazioni, alla disperazione, alla fame, alle morti in mare, alla non-civiltà che distruggendo i templi di Palmira pretende di cancellare la storia. 

    Viviamo una tragedia della quale siamo tutti responsabili, se non altro per peccato di omissione. 
    Un amico sacerdote, don Salvatore, ha sostituito l'immagine di quel bambino con un'altra, tratta da un dipinto di Giotto, che mostra il bacio di Giuda a Cristo. Sostiene che essa sembra riflettere la situazione attuale. «Il mondo occidentale  - osserva il reverendo -  piange per la tragedia ma chi ha voluto che questa accadesse? Chi continua a fomentare la guerra e le divisioni? Chi ha creato e voluto questa instabilità nel Medio oriente? Chi vende le armi ai contendenti? Il mondo occidentale è come Giuda: bacia, guarda negli occhi il popolo sofferente,  si commuove e poi lo pugnala, ne decreta la morte.» Come non essere d'accordo? Rifiutiamo di prestare attenzione alle immagini dolorose che ci vengono dalla Siria e quelle dei tanti diseredati che scappano dai paesi tormentati dell'Africa sud-sahariana alla ricerca di una speranza di vita e vengono inghiottti dal mare. Rifiutiamo di prestarvi attenzione perché magari alla tv c'è una partita di calcio, come quella di ieri sera,  nella quale la nostra squadra ha prevalso - con un gol di mano, che l'arbitro avrebbe dovuto annullare - su Malta, che nella classifica delle squadre nazionali occupa - udite! udite! - il terzultimo posto, prima di Andorra e San Marino. Abbiamo vinto e siamo contenti. In attesa che domenica riprenda il campionato, con il suo corollario di insulti e scazzottamenti (o peggio...) e con il suo giro forsennato di milioni di euro.
    Ha ragione Mario Calabresi, direttore della Stampa: «Questa (Bodrum, ndr) è la spiaggia su cui muore l'Europa. E’ l’ultima occasione per vedere se i governanti europei saranno all’altezza della Storia. E l’occasione per ognuno di noi di fare i conti con il senso ultimo dell’esistenza».
    "Il senso morale di una società - scriveva Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano  - si misura su ciò che fa per i suoi bambini". Valeva ai tempi della lotta al nazismo, vale anche oggi. Lo documenta questa sequenza di foto (di Léo Duarte) che prelevo da Facebook, una grande lavagna per fortuna non sempre riempita di idiozie, parole e immagini futili, superficiali, volgari, grottesche. L'unico commento che mi sento di fare e che non c'è solo da piangere, ma da indignarsi. Da vergognarsi profondamente. C'è da chiedere perdono a Dio per l'abisso nel quale abbiamo trascinato questo mondo, per come abbiamo ammazzato questi bambini, per come stiamo tentando di negare ai sopravvissuti la speranza nel domani. Se ci sarà un domani.

venerdì 28 agosto 2015

LUNEDI' 31 AGOSTO E MARTEDI' 1° SETTEMBRE, AD AMALFI E AD ATRANI, LA XV EDIZIONE DEL CAPODANNO BIZANTINO



La XV edizione del Capodanno Bizantino, in programma  lunedì 31 agosto e  martedì 1° settembre ad Amalfi e ad Atrani, si occuperà di  "Tradizioni e suoni delle terre di mare" Un ricco programma di iniziative accompagna l’evento - ormai appuntamento indiscusso nel panorama culturale internazionale - organizzato dal Comune di Amalfi, in collaborazione con il Comune di Atrani, il Centro di Cultura e Storia Amalfitana. 
Lunedì 31 agosto, alle ore 9.30, dall’Arsenale si partirà alla scoperta dell’itinerario storico artistico e naturalistico di Amalfi e Atrani con un educational tour, in italiano e inglese, a cura del Centro di Cultura e Storia Amalfitana e dell’Associazione Atrium di Atrani.  Nel pomeriggio, ad Amalfi,   sede del Museo della Bussola (antico Arsenale), alle ore 18.00,  convegno sul tema “Tra Amalfi e Bisanzio: tradizioni e suoni delle terre di mare”, con la partecipazione di storici e antropologi. 
Alle ore 21.30, ad Atrani,  in piazza Umberto I,  concerto di musica tradizionale del Sud Italia a cura della Piccola Orchestra Aizammavoce
Il Capodanno Bizantino vivrà diversi e importanti momenti significativi martedì 1° settembre. . All’Arsenale, alle ore 10.30, è in programma la presentazione del  Magister di Civiltà Amalfitana. Quest’anno la commissione, composta dai sindaci e assessori di Amalfi e Atrani, e da rappresentanti del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, ha inteso scegliere  Roberto De Simone, regista teatrale, compositore, drammaturgo ed etnomusicologo di fama internazionale. “Sono onorato della nomina, viene premiato il mio intenso lavoro di ricerca sull’identità e il recupero delle tradizioni- cosi si è espresso” ha commentato il maestro. Una scelta significativa, in linea con il progetto di ricerca autentica di identità e radici amalfitane - informa il comunicato stampa -, coordinata dall’assessore alla Cultura Enza Cobalto e condivisa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Daniele Milano 
Intanto, c'è attesa per la sfilata del Corteo Storico, composto da oltre novanta  figuranti in costumi d’epoca dell’Impero di Bisanzio e della Repubblica Marinara, sapientemente riprodotti, dopo un’attenta ricerca scientifica, su disegni dello scenografo Roberto Scielzo. Sua anche la figura simbolo, scelta per questa XV edizione, che rievoca Il Duca di Amalfi e un paggio. Il Corteo, che quest'anno sarà accompagnato dagli Sbandieratori e Musici della Città Regia,  partirà da Amalfi, piazza Spirito Santo, alle ore 16,30. La tradizionale e partecipata Cerimonia di Investitura del Magister Civiltà Amalfitana è prevista per le 17.30 ad Atrani in piazza Umberto I. Il Corteo Storico rientrerà poi verso Amalfi per concludere il suo percorso sul sagrato della monumentale Cattedrale di Sant’Andrea Apostolo per la presentazione agli amalfitani del Magister.  Alle ore 20.00, in piazza Duomo, è prevista l’esibizione degli Sbandieratori. Alle ore 21.30, in piazza Municipio, spazio a soul, jazz e alle fusion di musiche popolari con l’esclusivo concerto, ad ingresso libero, di Enzo Avitabile, con i Bottari e la partecipazione di Tony Esposito..