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sabato 15 agosto 2020

LA DISFIDA DI CASSINO

Ricordo i tempi delle sfide tra Dc e Pci. 

Ricordo le storie di don Camillo e Peppone raccontate da Guareschi. E mi ci diverto pure. Ma questa querelle, com'è riferita dal Corriere della sera, mi lascia senza parole. Non la capisco, faccio fatica a commentarla. 

Non credo che la Madre celeste, che celebriamo col nome di Assunta, al pari di certi aspiranti cavalieri o commendatori, ci tenga alla "cittadinanza onoraria" di Cassino. E neppure che, se ciò dovesse avvenire, causerebbe il broncio a san Benedetto. 

Mi viene a mente la storia di quei due che finirono col prendersi a botte mentre litigavano su quale Madonna fosse più potente, quella del Carmine o quella di Pompei.

giovedì 23 luglio 2020

MAIORI. ADDIO A MARIA AMATO, LA "DONNA DOLCE DEI DOLCI"


E’ venuta a mancare, a Maiori, a novantuno anni, Maria Amato, la “donna dolce dei dolci”, come veniva definita. Oppure, “la signora dei sospiri”, squisitissimi, inventati da don Ciccio ‘o Spilacito, divenuti poi patrimonio della Pasticceria Trieste, la "sua" pasticceria, un piccolo laboratorio che spande il profumo delle lavorazioni, come m’è capitato di scrivere, lungo il corso Reginna, trasportato dal refolo di vento che viene giù dalla vallata di Tramonti.

Mi piace ricordarla così, come appare nella fotografia che le scattai la sera in cui festeggiò l’ottantesimo compleanno mentre si accingeva a tagliare, sorridendo, con quel sorriso che la caratterizzava,  una grande torta, che fu distribuita a fette ad amici, clienti, a chiunque si trovasse a passare di lì. Non fu solo la sua festa, fu la festa di quanti – tanti! – le volevano bene per le sue qualità professionali ed umane: la generosità, innanzitutto; il rigore che poneva nella produzione di prelibatezze quali le paste di mandorla, al gusto di pistacchio, cocco, fragola, caffè, ecc., i già citati sospiri, pastiere, Montebianco, torte farcite di profumatissima crema al limone; e poi il rifiuto assoluto di cedere alla suggestione dei semilavorati, oggi tanto di moda. Per anni, fino a quando gli acciacchi dell’età non le hanno imposto di rimanere in casa, e di cedere il testimone ai nipoti, che operano sulla sua scia, facendo tesoro dell'insegnamento ricevuto, capitava spesso di vederla impegnata a sbucciare mandorle o a preparare con cura maniacale impasti e creme. Per lei tutto doveva essere fresco, autentico, genuino, secondo tradizione. E se la sera c’erano ancora dei dolci rimasti in vetrina, li regalava. Rifiutava l’idea che potessero essere rimessi in vendita il giorno dopo.
Domani, alle ore 17.00, i funerali, nella Chiesa collegiata di Santa Maria a Mare.
Ai nipoti, in particolare al carissimo Antonio Amato, ad Anna, le più sentite condoglianze.

sabato 23 giugno 2018

MERCOLEDI' 28 GIUGNO TORNA LA "LAMPENARIA DI SAN PIETRO" A SCALA


Nella notte che precede la festa del santo protettore, il principe degli apostoli, secondo un rituale che affonda le sue radici nella storia, gli abitanti della frazione San Pietro di Scala sono soliti raccogliere frasche, legno ed altro per farne una catasta, alla quale dar fuoco al calare delle tenebre e all'apparire delle prime lucciole (ammesso che ve ne siano ancora: sono anni che non riesco più a vederne. Pare che inquinamento atmosferico e indiscriminato uso di anticrittogamici e pesticidi in agricoltura le stiano portando all’estinzione).
Una festa vera, genuina, perché semplice e povera, dove contano ancora i sentimenti che scaturiscono dalla purezza delle fiamme purificatrici, capaci di tenere unita, in allegria, una comunità, che uscita dall'inverno celebra ancora, come avveniva una volta, l'inizio dell'estate. Se ne occupano giovani e bambini, impegnati per giorni a raccogliere legna da accatastare nella piazzetta. 
Una tradizione – la cosiddetta “Lampenaria di San Pietro” - che viene riproposta ogni anno con un duplice intento: quello di tener viva la memoria collettiva, da tramandare alle future generazioni, e quello della promozione turistica. Si tratta, in ogni caso, di un gioco che dura una settimana ed è l’occasione per ritrovarsi, consolidare le amicizie, ma anche per discutere delle semine e dei futuri raccolti. 
L’appuntamento è per mercoledì 28 giugno, alle ore 21,00.

giovedì 12 aprile 2018

RIFLESSIONI NOTTURNE: SULLA SANITA', A SALERNO E A MILANO

Ho seguito, su Rai 1, l'inchiesta sull'ennesimo scandalo nella sanità lombarda, sfociato in sei arresti: quattro primari, di due importanti ospedali milanesi, una dirigente e un imprenditore. Corruzione - l'accusa - con tutto quello che ne consegue. 
Ho sofferto le pene dell'inferno per una voluminosa ernia del disco, che m'aveva infiammato il nervo sciatico. Per un anno sono stato costretto a far uso delle stampelle. 
All'inizio del 2017 mi rivolsi a un noto neurochirurgo di Salerno, che neppure conoscevo, per tentare la via dell'intervento chirurgico. L'avrei fatto in una struttura privata, a pagamento. Me lo sconsigliò: il rapporto rischi e benefici non era vantaggioso per me. 
Mi venne subito l'idea di andare a Milano, forse sarei approdato a uno dei due ospedali che sono al centro dell'indagine. Meno male che non l'ho fatto. Seguendo il consiglio del neurochirurgo, che ringrazio per la professionalità, la correttezza, l'onestà, mi sono affidato al fisiatra e alla fisioterapia. M'è bastato scendere al piano ammezzato del palazzo dove abito. Ora non ho più dolore, cammino liberamente, senza fatica. 
Altro che Milano! Preferisco la nostra sanità, con tutte le sue inefficienze, i suoi limiti, ma ancora impregnata di sensibilità umana. Che vale più di una medicina.

sabato 31 marzo 2018

BUONA PASQUA

E' Pasqua, la festa più solenne - per i credenti - insieme con il Natale. Pasqua - mi approprio di questa definizione - è "il passaggio da morte a vita per Gesù Cristo e il passaggio a vita nuova per i cristiani, liberati dal peccato con il sacrificio sulla croce e chiamati a risorgere con Gesù". 

Ricordo che in un film di Alessandro Blasetti, "Prima comunione", del 1950, c'era questo motivetto:
"E' Pasqua, è Pasqua, 
noi siam tutti contenti, 
cantiamo ai quattro venti: 
evviva la bontà." 
Una proposta: mettiamoci in cerchio, magari solo idealmente, quanti più ne siamo, tenendoci per mano, e gridiamola ancora - anche a chi non vuol sentire - questa strofetta. Ma, soprattutto, pratichiamola, la bontà. Che è rispetto dell'altro, sensibilità nei confronti dell'altro, in particolare di chi è in condizioni di difficoltà. 
Proviamoci! 
Buona Pasqua!


PASQUA DI SANGUE IN PALESTINA


Quindici morti, forse di più, mille feriti: tutti palestinesi. È il bilancio provvisorio della repressione esercitata da Israele -
con droni, lacrimogeni, proiettili - contro manifestanti disarmati (o, al limite, armati soltanto di pietre). 
È dal 1948, quando fu creato lo stato d'Israele, sulla pelle della popolazione palestinese, che quel territorio, caro ai cristiani perché legato alla nascita, alla vita, alla morte e alla risurrezione di Gesù, è tormentato da guerre, violenze, sopraffazioni. 
Israele è forte, economicamente e militarmente, ha la bomba atomica, gode della protezione Usa. I palestinesi sono figli di nessuno: non hanno diritti, non possono rivendicarne, non meritano pietà. 
Il mondo sta semplicemente a guardare. E noi festeggiamo la Pasqua. Come se niente stesse accadendo.


lunedì 1 gennaio 2018

BUON ANNO 2018

Ormai ci siamo. Stanotte, allo scoccare dell'ora zero, s'è festeggiato il nuovo anno - com'era prevedibile - dando fuoco alla santa Barbara dei fuochi d'artificio: senza rispetto per il prossimo, specialmente quello sofferente, per l'ambiente, i monumenti, cose che non ci appartengono. Senza pietà per i poveri animali domestici che, si sa, non sopportano i botti.
Un altro anno… Uffà! come passa il tempo. Quasi ottantatreenne, mi viene subito da pensare (penso a me stesso) che «‘o tiempo passa e ‘a morte s’avvicina». Ma questo non mi procura affanno. “Estote parati”, ammonisce il Vangelo. Alla chiamata risponderò senza indugio: presente! Intanto, fin quando ce la faccio, continuo a portare avanti il mio impegno: che è quello di scrivere, tenendo vivo il contatto con gli amici su Facebook.
Come sarà il nuovo anno? Mi pongo la domanda a ogni vigilia di San Silvestro. La risposta è che non cambierà niente: i tartassati saranno sempre più tartassati (e non solo per l'aumento annunciato di luce e gas), i furbetti diventeranno più furbi, il cane continuerà “a muzzecà’ ‘o stracciato”, come c’insegna il proverbio.
Il mondo andrà avanti, in un clima di tensione, di guerra-non guerra, messo sotto scacco dalla insipienza del presidente americano, dalla endemica instabilità medio-orientale, dalla conclamata incapacità dell'Europa di avere un ruolo autorevole, credibile nello scacchiere internazionale, soprattutto dalla irresponsabilità di Kim Jong-un, il bambolotto nordcoreano.
Non si fermerà la migrazione di migliaia di disperati, spinti dalla illusione di recuperare nel nostro continente la dignità umana che nei loro paesi, tormentati da lotte tribali, fame, malnutrizione, malattie, gli è negata. Col rischio di finire, se non negli abissi del Mediterraneo, dalla padella nella brace. Abbandonati al loro destino ce li troveremo, nel migliore dei casi, a mendicare davanti a chiese e supermercati. Senza farci scrupolo a parlare di accoglienza, integrazione, anche dopo che il parlamento non ha avuto il coraggio di riconoscere il diritto di cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia. Che pure parlano la nostra lingua, frequentano le nostre scuole.
Il 4 marzo si voterà. Finalmente, verrebbe da esclamare. Anche se, da quel che si riesce a percepire, la governabilità sarà un traguardo difficile da raggiungere senza far ricorso ai soliti inciuci all’italiana.
Penso al dialogo del venditore d’almanacchi col passeggere, di Giacomo Leopardi.
«Venditore: Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere: Almanacchi per l'anno nuovo?
Venditore: Si signore.
Passeggere: Credete che sarà felice quest'anno nuovo?
Venditore: Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere: Come quest'anno passato?
Venditore: Più più assai.
Passeggere: Come quello di là?
Venditore: Più più, illustrissimo.»
Uno lo spera sempre, malgrado tutto. Sperare, almeno quello, è gratis.
Dio ci scansi da venditori d’almanacchi, biscazzieri, astrologi, maghi, indovini, chiromanti e fattucchieri (politici compresi). Se proprio vogliamo cautelarci, affidiamoci alla consolidata saggezza popolare. Armiamoci di cornetti (ne ho una discreta provvista), teniamo pronta la mano per toccare… ferro, evitiamo chi porta jella (tanto glielo si legge in viso). Ammesso che serva. Considerando, comunque, questi gesti alla stregua di un gioco, di un puro e semplice divertimento.
“Non è vero ma ci credo” è il titolo di una bella commedia di Peppino De Filippo, che ha come protagonista il commendator Gervasio Savastano, uomo perseguitato dalla superstizione. Nonostante gli scongiuri di rito, tutto sembra che vada contro di lui: i venerdì, i gatti neri e quello jettatore patentato del ragionier Malvurio, suo dipendente. Il povero Savastano, non sapendo più cosa fare, licenzia Malvurio e lo sostituisce con Sammaria, che, avendo la gobba, promette ogni bene e fortuna. Infatti basta guardarla e gli affari ripartono a gonfie vele. Fino a quando il diavolo, come si usa dire, non ci mette lo zampino. Lo ‘scartellato’ confessa al commendatore che s’è innamorato della figlia Rosina, provocandogli un incubo terribile: che i suoi nipotini possano nascere con la gobba.
A scanso di equivoci, dichiaro che non sono superstizioso. Ma non mi sento di dare torto a Goethe, per il quale «la superstizione è la poesia della vita».
Un’antica filastrocca napoletana, della quale mi sono appropriato, recita così: «Aglie, fravaglie, fattura ca nun quaglia! / Corna e bicorna, cap’ alice e capa d’aglio. / Uocchie, maluocchie e furtecielle all’uocchie: / schiatta la ‘mmìria e crepano ‘e maluocchie. / Sciò, sciò, ciuccevé! / Ascite uocchie sicche, ca j’ ve ne caccio c’ ‘o ‘ncienzo!».
E’ ovvio che in casa un po' di fumo d'incenso lo spargerò, allo scoccare del 2018 e, se qualcuno me ne chiederà il motivo, risponderò che è solo per... profumare gli ambienti.
Buon anno!
© Sigismondo Nastri

mercoledì 9 agosto 2017

VENERDI' 11 AGOSTO S'INAUGURA A RAVELLO LA MOSTRA "CAMPI SCONFINATI" DI GIUSEPPE PALERMO

Col titolo "Campi sconfinati" si aprirà venerdì 11 agosto alle ore 19, nella chiesa di S.Giovanni del Toro a Ravello, la mostra di Giuseppe Palermo, che nasce sicuramente dalla lunga esperienza dell’artista maturata nel campo della lavorazione della ceramica- Tuttavia,  con l’irriverenza giocosa che lo contraddistingue, in queste nuove opere egli tende al paradosso di celebrare la ceramica senza ricorrere all’ausilio della stessa. Dodici tele di grandi dimensioni riproducono ad olio le decorazione di altrettante 12 storiche mattonelle dell’antica tradizione vietrese provenienti da collezioni private. Grandi dipinti ad olio che  trasformano minute porzioni di decorazione nel soggetto pittorico stesso, che trasformano il reale in immaginario. “In questo suo inedito percorso - afferma il curatore della mostra, Claudio Andreoli -,  Giuseppe Palermo rinuncia alle tecniche e ai materiali tradizionali che hanno costruito la storia artistica della Costa d’Amalfi e indaga, con un salto di scala, la distanza tra la ceramica stessa e il nostro ‘consueto’ modo di viverla. La pittura di per sé ha il potere di trasformare ogni elemento che ci circonda in elemento pittorico. L’artista in questa occasione  si spinge oltre ‘zoomando’ la quotidianità e l’irrilevante, trasformando la pittura in pittura, il dipingere in dipingere. I piccoli ‘campi’ di colore delimitati dalle ridottissime dimensioni della mattonella e dal pennello veloce dell'artigiano diventano in questo caso sconfinati ‘campi’ di colore. Quello che prima era un segno filiforme, millimetrico, ora si trasforma in territorio pittorico”.
Giuseppe Palermo nasce e cresce immerso nelle profonde suggestioni paesaggistiche e culturali della Costiera amalfitana ma vive e lavora a Roma dove espone in alcune gallerie della città (Galleria il Sole Arte Contemporanea). Si caratterizza per un  percorso artistico  poliedrico che spazia  tra la sperimentazione dei materiali al gioco delle tecniche pittoriche,  passando tra la pittura e la scultura e focalizzandosi soprattutto sulla tradizione artigianale costiera legata alla ceramica. L’artista si è approcciato a quest’ultimo ambito con lo spirito creativo ed eclettico che lo contraddistingue dando vita ad uno stile del tutto personale in cui coesistono manualità e immaginazione, visone estetica astratta e concettuale.
“Varcare il contorno dell’immagine nella sua compiuta trascrizione di figure che chiamano in causa lo stile, evidente, soprattutto, nel reiterato ricorso ai colori della tradizione e farsi partecipe della composizione di un decoro per moduli - scrive Massimo Bignardi nel catalogo -  è il punto sul quale ha insistito Giuseppe: lo ha fatto evitando i processi tecnici offerti dalle pratiche digitali, l’ingrandimento a dismisura dell’immagine prelevando, meccanicamente, piccoli brani, dettagli, cifre quasi irriconoscibili. Lo ha fatto, invece, servendosi della pittura, della sua capacità di accogliere l’incertezza del pennello, il caso e, dunque, la sbavatura, l’irregolarità della linea, insomma quel suo dettare il rapporto con il bianco del fondo e quindi i ritmi con i quali misurare le distanze tra forme e figure. Ossia di scendere negli anfratti bianchi degli smalti ceramici che si incuneano nell’intreccio di segni lineari o di macchie, che l’artiere affidava alla punta del pennello o al suo denso corpo di setola o, anche, alla spugnetta, di color ‘blu stampa’ e di giallo che esplode in superficie come le stelle nella notte di Arles. Il suo è l’andare, con un passo accelerato, nel corpo della pittura, nel suo farsi esperienza di un modo di relazionarsi al mondo delle cose, accogliendone la temporanea esistenza di materia e di corpo, per subito varcare i territori dell’immagine e quindi della forma. Il formato delle opere che insiste sul quadrato, almeno lo è stato per le prime, la dimensione scelta dell’ingrandimento fondata sul rapporto 1:2 ci fa intendere come l’esperienza sia stata filtrata da una riflessione sui rapporti, alla luce di una riflessione sulla capacità della pittura di farsi medium di una necessità d’identità esistenziale. Voglio dire che essa si fa adesione ad un modo di sentire il territorio ‘sociale’ come campo della propria creatività e, al tempo stesso, esercizio che dell’immaginario ne fa strumento di conoscenza”.

giovedì 20 luglio 2017

DOMANI SERA, SULLA TERRAZZA DEL PORTO DI MAIORI, CONCERTO DELL'ORCHESTRA MAIORI MUSIC FESTIVAL DAL TITOLO "TRAMONTO DEI SUONI"


Questi ragazzi dell’Orchestra Maiori Music Festival, che da poco si son messi insieme, fanno sul serio, accumulando successi su successi. Ultimo, in ordine di tempo, quello conseguito nei giorni scorsi al Parco archeologico e ambientale del Pausilypon in occasione della IX edizione della Rassegna Paulilypon – Suggestioni all’imbrunire. Dove si sono esibiti alternandosi con l’Orchestra del Pausilypon, diretta dal M° Francesco Capriello, in una sorta di gemellaggio a cui ha assistito il sindaco di Napoli Luigi De Magistris
Domani sera, venerdì 21 luglio, eccoli di nuovo impegnati in un concerto dal titolo “Tramonto dei suoni”. L’appuntamento, da non perdere, è alle ore 19,30 sulla Terrazza sul mare del porto di Maiori  e sarà il primo di una serie di eventi estivi.
La formazione musicale, nata meno di un anno fa in occasione della I edizione del Maiori Music festival, è composta da circa 30 elementi provenienti dalla Costa d’Amalfi e dall’ambito regionale, (Flauti: Gloria Falcone, Michela Milano, Damiana Cinque; Clarinetti: Nicola Fusco, Salvatore Dell’Isola, Marta Imparato, Paolo D’Amato, Francesco Leo Bosco, Riccardo Marrone, Aldo Buonocore, Michele Caranese, Dario Ferrigno, Mariagrazia Proto; Sax: Deborah Batà, Angelo Cuozzo, Valeria Di Gaeta, Andrea Ercolino; Corni: Luca Carrano, Marzia Naclerio, Alessandro Vuolo, Vincenzo Di Lieto; Trombe: Manuel Ferrigno, Lorenzo Petrosino, Edoardo D’Amato; Tromboni: Fausto Torsiello, Gennaro Milano; Tuba: Gianluca Colasanti, Giorgio Fraulo; Percussioni: Marco Apicella).
Il repertorio prevede: A discovery Fantasy (De Haan); Cantus (Semeraro), solista il cornista Luca Carrano; West Side Story (Bernstein); Ballade (Reed), solista il sassofonista Angelo Cuozzo; Simphony (D’Amato); The blues factory (De Haan); Honky Tonk Ragtime (De Meij).
La direzione orchestrale è affidata al  Alexandre Cerdà Belda, docente del Conservatorio G. Martucci di Salerno.
L’orchestra di fiati e percussioni del Maiori Music Festival nasce dalla volontà di creare una realtà stabile e un punto di riferimento per tanti giovani musicisti. L’obiettivo generale  è la promozione e la realizzazione di un percorso come momento di crescita e sperimentazione  e la creazione di uno spazio culturale finalizzato a promuovere la pratica musicale e orchestrale attraverso l’ascolto e la comprensione della musica.

Tra i prossimi appuntamenti del Maiori Music Festival, un concerto il 24 luglio nella chiesa di S. Giacomo a Maiori e, da sottolineare, l’atteso gemellaggio con il Festival de Musica de Aguillent, che vedrà la giovane formazione a Valencia (Spagna) dal 25 al 28 luglio prossimi per una serie di impegni che culmineranno in un concerto nell’Auditorium di Aguillent (27 luglio). L'unione del Maiori Music Festival e del Festival de Musica de Agullent permetterà a tanti giovani musicisti di incrementare il proprio bagaglio d’esperienza e un arricchimento sotto il profilo socio-culturale, linguistico e musicale. I ragazzi dell'orchestra del Maiori Music Festival, durante la quindicesima edizione del festival spagnolo, avranno  modo di approfondire le loro conoscenze musicali partecipando ai corsi del Festival d'Agullent con docenti delle orchestre e dei conservatori spagnoli. L’orchestra spagnola sarà ospite a Maiori a settembre nell’ambito della II edizione del Maiori Music Festival

giovedì 6 luglio 2017

LE CELEBRAZIONI DEI CINQUANT'ANNI DEL CORO POLIFONICO DI MINORI "AMICI DI SAN FRANCESCO"

Dio, come passa il tempo! Sono trascorsi cinquant’anni  da quando, nel 1967, Padre Candido Del Pizzo, il frate francescano con la passione della musica (passione di famiglia, inculcatagli, credo, dal papà -  mio buon amico -,  che ha poi coinvolto fratelli e nipoti), diede vita a Minori  ad un coro polifonico battezzato  dapprima “Voci del Mare”, poi “Coro Amici di San Francesco”.  Affidato oggi alla direzione del giovane M° Candido Del Pizzo, nipote e omonimo del fondatore. Se una realtà come questa si mantiene viva e vegeta dopo mezzo secolo, in un comune che conta circa tremila abitanti, vuol dire che s’è creato qualcosa di veramente meraviglioso.
Il Coro Polifonico “Amici di S. Francesco” è inserito a pieno titolo nella grande famiglia delle corali italiane con la particolarità di comprendere nel suo vasto repertorio, oltre a brani di musica sacra e profana ed a tantissimi canti popolari italiani e stranieri, brani della tradizione canora napoletana con esclusive elaborazioni in forma polifonica.
Ispirato alle tradizioni musicali della Costiera Amalfitana, il Coro ha rappresentato con orgoglio il territorio della Costa d’Amalfi in tante manifestazioni, concorsi e rassegne a carattere nazionale ed internazionale. In questi lunghi anni, inoltre, ha sempre animato le celebrazioni liturgiche più significative ed importanti nella Basilica di Santa Trofimena, patrona della città di Minori.
Dopo il riconoscimento di “Gruppo musicale di interesse comunale” del 26 gennaio 2011, in occasione della ricorrenza del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, il 17 marzo 2011, la formazione ha ottenuto quello di “Gruppo di Musica Popolare e Amatoriale di Interesse Nazionale” dall’apposito “Tavolo nazionale per la promozione della musica popolare e amatoriale” del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Da sottolineare, infine, l’impegno che dal 2002 il Coro polifonico porta avanti nell’organizzazione della Rassegna di cori “Città di Minori”, con il Premio Francesca Mansi, che, giunto alla sua 15ª edizione, vede la nutrita partecipazione di formazioni corali di tante realtà provenienti dall’intera Campania.
Le celebrazioni del 50° anniversario, patrocinate anche dal Comune di Minori e dalla Parrocchia di Santa Trofimena, sempre attenti alla realtà corale, prevedono una Santa Messa in Basilica, il giorno 9 luglio, alle ore 19,00, presieduta dal fondatore del coro, Padre Candido Del Pizzo, ed un concerto all’aperto, nell’incantevole scenario dell’antica Villa Marittima Romana, il 30 luglio, alle ore 21,00. Il programma del concerto sarà vario e comprenderà brani di polifonia sacra e profana nonché di folclore nazionale e napoletano. Il concerto terminerà con due brani eseguiti dai coristi di ieri e di oggi.

giovedì 22 giugno 2017

RUGGIERO FRANCESE E LA VALORIZZAZIONE DELLA GROTTA DELLO SMERALDO

In un libretto stampato nel 1949 dalla tipografia Jannone di Salerno, l’ingegnere Ruggiero Francese racconta “come fu svegliata dal sonno dei secoli la meravigliosa Grotta d’Amalfi”, poi denominata “dello Smeraldo”. Avvenne il 4 settembre 1932. “Io – avverte l’autore – non ho scoperto la Grotta, che era nota a centinaia di persone ancora viventi, pescatori, professionisti, artisti…, per i quali essa rappresentava una delle tante cavità naturali di cui è ricca la Costiera Amalfitana”. Ruggiero Francese si attribuisce il merito di aver fatto conoscere il valore scientifico, artistico e turistico di essa… tra l’ignoranza, l’invidia, l’ostruzionismo, e le minacce di chi non poteva sentire, per ottusità congenita, il dovere di contribuire a divulgarne la conoscenza”. E bisogna doverosamente dargliene atto.
Nel libro degli ospiti dell’Albergo Luna, il 12 febbraio 1858 un turista, “per il bene dei forestieri viaggiatori amanti delle cose belle”, aveva annotato che “da circa un mese fa’ si è scoperta una specie di caverna Monstrum che per la di lei qualità e rara bellezza, è un vero fenomeno da far rimanere estatico chi è anche avvezzo nel giro del mondo a veder meraviglie, per cui senza esagerazione questo bel fenomeno, solo parto della Natura, può gareggiare col Vesuvio per essere veramente degno da soddisfare pienamente la curiosità dei più critici intelligenti delle cose belle e rare”. E consigliava, a chi volesse rendersene conto di persona, “di servirsi di certo Luigi Miloni come la guida più pratica e piena di riguardi pei forestieri”.
L'ing. Ruggiero Francese
Ruggiero Francese descrive così la sua esperienza. Il mattino del 29 agosto 1932 s’incontrò in Piazza Duomo coi sigg. Francesco Carrano di Raffaele, appaltatore, Filippo Desiderio, ricevitore di dogana, e Salvatore de Rosa, tutti di Amalfi. Il Carrano gli disse di aver visto una grotta con delle stalagmiti che sorgevano dall’acqua, cosa che ovviamente gli sembrò inverosimile. Si organizzò, quindi, una spedizione per osservare il fenomeno da vicino. Vi presero parte, con il Francese, Francesco Mansi, che mise a disposizione il suo fuoribordo, l’ingegnere Pasquale Pansa, il medico Gaetano Scoppetta, Filippo Desiderio, il giovane Francesco Amodio (futuro sindaco di Amalfi e deputato democristiano al Parlamento, che ebbe poi scontri vivaci con l’ing. Francese, leader del Pci locale), Luigi Amatruda, fabbricante di carta a mano, Antonio Casanova, avvocato, Mario Mansi, professore di matematica, Salvatore Proto, e altri.
La Grotta dello Smeraldo, all’epoca era raggiungibile soltanto via mare o attraverso una lunga scalinata. Nel dopoguerra - a metà degli anni cinquanta, mi pare di ricordare - vi fu realizzato un impianto di ascensori.
Se mi si chiede un consiglio, suggerisco, senza nemmeno pensarci, di utilizzare la via del mare che consente il pieno godimento delle bellezze del paesaggio.
Intanto lancio qui una proposta: quella di intitolare all’ing. Francese la banchina di accesso alla grotta. Mi sembra il modo migliore per ricordarne l’impegno teso alla valorizzazione di questo “tempio azzurro sul mare”, come egli amava definirla.

© Sigismondo Nastri
RIPRODUZIONE RISERVATA

domenica 18 giugno 2017

IN MOSTRA A SALERNO LE FOTOGRAFIE DI PIERLUIGI CUNA E GUGLIELMO GAMBARDELLA


“La fotografia è un’arte; anzi è più che un’arte, è il fenomeno solare in cui l’artista collabora con il sole”. Ho trovato questa frase di Alphonse de Lamartine e me ne approprio per presentare qui la mostra fotografica di Pierluigi Cuna e Guglielmo Gambardella inaugurata a Salerno il 15 giugno negli spazi di Foto Diego (via G. Vicinanza, 14), sul tema: "La Fotografia dei due Mondi: tra il West Coast e la Street Photography". Sarà visitabile fino al 29 giugno. Spero di poterci andare fra qualche giorno.
Vi sono esposte le foto scattate da Pierluigi Cuna durante il tour "On the Road" nello Stato dell'Arizona, in USA, nel 2016, dedicate in particolare alle meraviglie sotterranee e all’affascinante spettacolo dell'Antelope Canyon, e quelle di Guglielmo Gambardella, frutto di stralci di vita quotidiana, raccolte durante il suo lavoro di fotoreporter che va avanti con successo ormai da diversi anni.

sabato 17 giugno 2017

CORSO DI FORMAZIONE SU INFORMAZIONE E SICUREZZA ALIMENTARE A VIETRI SUL MARE. LA MIA NOMINA A SOCIO ONORARIO DELL'ASSOCIAZIONE GIORNALISTI CAVA DE' TIRRENI-COSTA D'AMALFI "LUCIO BARONE"

Da sin.: Gerardo D'Amico, Ottavio Lucarelli, Emiliano Amato.
Alle spalle, in piedi, Antonio Di Giovanni
Stamattina, senza stampelle (evviva!), utilizzando gli autobus del trasporto pubblico urbano, sono andato a Vietri sul Mare per partecipare al corso di formazione per giornalisti su "informazione e sicurezza alimentare" organizzato en plein air, nel bellissimo anfiteatro della villa comunale. Un trionfo di ceramiche che riflettevano la luce del sole. Una vista incredibile, proiettata da un lato sul porto e il lungomare di Salerno, dall'altro su quella che io amo definire "l'altra faccia della Costiera", quella che va da Vietri a Capo d'orso. 
Da sin.; Gerardo D'Amico, Antonio Di Giovanni,
Ottavio Lucarelli, Sigismondo Nastri,
Emiliano Amato
Accompagnato, il corso, da un buffet - offerto dalla Pro loco - di cornetti, caffè e acqua minerale a volontà, resa necessaria dal caldo afoso. Interessanti le relazioni.  Sia quella di Giuseppe Mendozzi, Ceo dell’hotel Bristol di Vietri, su "Qualità e sicurezza nelle scelte alimentari degli imprenditori turistici", sia, soprattutto, quella di Gerardo D'Amico, giornalista della Rai (un ritorno a casa per lui, vietrese doc), su "Salute, sicurezza ed informazione nell'era della globalizzazione dei prodotti alimentari". Non sempre capita...
Da sottolineare la presenza, per un saluto finale,  del sindaco di Vietri sul Mare, Francesco Benincasa.
L'Associazione giornalisti Cava-Costa d'Amalfi, con la presidenza di Emiliano Amato, si caratterizza per lodevole attivismo, e per capacità organizzativa, nel campo della formazione e non solo. 
Per quanto mi riguarda, sono profondamente grato a lui, ad Antonio Di Giovanni, perfetto padrone di casa, attento coordinatore dell'evento,  agli amici del sodalizio, al presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli che l'ha condivisa, per la mia nomina a socio onorario con una motivazione che mi fa arrossire:  mi attribuisce, infatti, meriti che non ho. Ma mi affido al detto antico: tutto 'o lasciato.è perduto! 
Grazie, grazie vivissime e un fortissimo abbraccio a tutti.

venerdì 9 giugno 2017

IL RAVELLO FESTIVAL FESTEGGIA ALLA GRANDE IL SUO 65° COMPLEANNO

Mamma mia che programma, quest’anno, al Ravello Festival! A scorrere il comunicato stampa, inviatomi dal collega Antonello De Nicola, mi vengono già i brividi. Ecco, dico io, come si fa a conciliare un turismo che trae linfa da manifestazioni di così alto livello con quello delle escursioni mordi e fuggi, del traffico selvaggio, delle paninoteche e dei cuoppi? Possibile che non si riesca a definire una politica di sviluppo armonico delll’intero territorio della Costiera? Ma chiudo qui il discorso, se no mi arrabbio. Torno quindi alla kermesse nella Città della musica.
n momento della presentazione della manifestrazione
Il Ravello Festival – leggo nel comunicato, diramato dopo la presentazione ufficiale, avvenuta a Napoli - «festeggia il suo 65° con un cartellone di qualità che mette insieme passato e futuro, che dà spazio, come sempre, alla grande musica "nel rapporto tra silenzio e spazio” ma che coglie anche le nuove sensibilità culturali del tempo contemporaneo che invocano pace, ponti e dialogo, senso di comunità e abbattimenti di vecchi e nuovi muri».
Inaugurazione il primo luglio con un concerto tutto wagneriano diretto dalla bacchetta di Adam Fisher, in collaborazione con uno dei più prestigiosi Festival dedicati al maestro di Lipsia come quello di Budapest. A salire sul Belvedere di Villa Rufolo, l’Hungarian Radio Symphony Orchestra.
Il 5 agosto sarà la volta Philarmonia Orchestra, diretta dal finlandese Esa Pekka Salonen, uno dei più prestigiosi direttori oggi sulla scena mondiale, tra i più innovativi anche per la capacità di convertire l’ispirazione con i nuovi strumenti digitali.
Dal gelo della Siberia, dove trova ispirazione con la sua MusicAeterna, arriva un altro straordinario talento: il “ribelle della classica”, greco di nascita e russo di formazione, Teodor Currentzis (30 agosto). Da Mosca anche il metropolita di Volokolamsk, Ilarion Alfeev, uomo chiave del dialogo interreligioso della chiesa russa e compositore di musica sacra, che dirigerà l’Orchestra Filarmonica Salernitana “Giuseppe Verdi” (30 luglio), Orchestra che, affidata al direttore Oleg Caetani,  si esibirà anche nel tradizionale Concerto all’Alba (11 agosto).
Altri grandi interpreti: Kent Nagano. il maestro che passa da Mozart a Frank Zappa), e la Dso di Berlino (9 luglio) con lo straordinario violino di Arabella Steinbacher; la Rotterdams Philharmonisch Orkest con il suo nuovo direttore stabile Lahav Shani, non ancora trentenne (19 agosto); la Asian Youth Orchestra diretta da James Judd e con un solista di assoluto prestigio come Vadim Repin (25 agosto); il Chicago Children's Choir, uno dei migliori cori giovanili del mondo, diretto da Josephine Lee (12 luglio).

Da segnalare il ritorno a Ravello di Martha Argerich, la pasionaria del piano, con la Franz Liszt Chamber Orchestra diretta da Gábor Takács-Nagy (8 luglio), e di Philip Glass che salirà sul palco in un concerto per tre pianoforti (compagni di viaggio: Dennis Russell Davies, Maki Namekawa) in occasione dei suoi ottanta anni (14 luglio.
Immagine d'archivio: concerto a Villa Rufolo
C’è ancora spazio in questo mondo per inseguire i sogni, per rivendicare il pane ma anche le rose come (marxianamente) si ripete nel film di Ken Loach che dà il titolo al balletto del 29 luglio de Les Italiens de l'Opéra de Paris: una compagnia appena nata, sotto la guida di Alessio Carbone che porterà a Ravello un progetto in prima assoluta in coproduzione con il museo dell’immigrazione di Parigi.
Il cartellone tersicoreo di quest’anno sceglie di attraversare i muri, contro le barriere della diversità, del razzismo, delle differenze. Muri come quelli che simbolicamente saranno abbattuti il 2 luglio a Villa Rufolo sulla musica leggendaria dei Pink Floyd dalle stelle dell’American Ballet con una coreografia di Karole Armitage impreziosita dalla partecipazione straordinaria in live painting dell’artista Francesco Clemente e della moglie, Alba Primicerio, amalfitana, mia carissima amica di un tempo lontano,  che condivide per la prima volta una produzione con il marito. Anche questa una creazione prodotta per il Ravello Festival
Al tema del transito, della fuga, dell’accoglienza è anche dedicata l’esposizione dello stesso Clemente che porta a Ravello le sue tende declinate come simbolo e “luogo artistico” di rifugio e migrazione.
Grande attesa l’11 luglio per Marie Chouinard, nome imprescindibile della danza canadese e prioritario per la danza contemporanea tutta, che porterà a Ravello una rivisitazione di uno dei suoi capolavori, Le sacre du printemps, tribale, primordiale e spirituale al tempo stesso, sulla musica di Stravinsky.
La direttrice della Biennale danza anticiperà il gigante della danza israeliana, Ohad Naharin (19 luglio), coreografo tra i più celebri e immaginifici: cresciuto in un kibbutz della Galilea a fianco del suo gemello, affetto da autismo per il quale 'inventa' un vero e proprio linguaggio del corpo, il metodo Gaga. Naharin ci consegna l’utopia concreta dell’ispirazione a stare meglio al mondo ascoltando il proprio corpo.

Per la formazione anche quest’anno si replica con il progetto “Abballamm’!” che prevede laboratori in residenza condotti da  coreografi ospitati al festival, quest’anno in partnership con l’Accademia di Danza e Sareyyet Ramallah/Palestine International Award for Excellence and Creativity. Ravello farà anche il miracolo di avere sullo stesso palcoscenico israeliani e palestinesi.
Infine le incursioni jazz: sul Belvedere di Villa Rufolo la già annunciata leggenda Wayne Shorter con l’ormai consolidata formazione formata da Danilo Perez, John Patitucci e Brian Blade (16 luglio); in cartellone le trombe di Enrico Rava (anche la storia di quest’ultimo è una storia di emigrazione cercata per inseguire il sogno della musica) e del polacco Tomasz Stanko, tra i grandi padri del jazz europeo dalle assonanze impressionanti, con le loro fughe nell’informalità (23 luglio). Poi due nomi femminili: il 5 luglio la vocalist afroamericana Dianne Rives, considerata una delle più importanti interpreti femminili di jazz del nostro tempo, una “cantante diversa”, la definisce il musicologo Stefano Zenni. L’8 agosto arriverà Roberta Gambarini, “l’erede di Ella Fitzgerald” secondo la definizione che ne ha dato il Boston Globe. Partita da Torino, nel rinascimento del jazz italiano che sono gli anni Ottanta è oggi un riferimento della vocalità statunitense. A Ravello si esibirà con il Salerno Jazz Collective. un’esperienza del tutto nuova, creata appositamente per il Festival. A capeggiarla Sandro Deidda, con il quale la Gambarini, oltre a percorrere il consolidato repertorio di standard, affronterà anche pagine non strettamente jazz, tra cui gli amati Piazzolla e Morricone.
Da segnalare il progetto per Ravello “Petra” e Al Amal” di Luca Aquino con la Jordanian National Orchestra’s Ensemble (26 agosto) che servirà a lanciare un messaggio di speranza a difesa del patrimonio culturale mondiale (Al Amal in arabo “la speranza”) secondo la campagna Unesco #Unite4Heritage.
Per le arti visive oltre alla mostra di Francesco Clemente è previsto un soggiorno d'artista con Mostra di un altro grande artista italiano, Sandro Chia.
Infine un’incursione pop nel programma. Il 4 agosto appuntamento speciale con un concerto unplugged di Antonello Venditti.

E’ tutto, e non mi pare poco. Complimenti vivissimi.

mercoledì 7 giugno 2017

A TRAMONTI, 3° MEMORIAL "FRANCO AMATO E GIANLUCA SIGNORINI"

Venerdì 16 giugno prenderà il via il 3° Memorial “Franco Amato e Gianluca Signorini”, con il Convegno “Sport, diritto e innovazione”, che si terrà nella splendida cornice del Chiostro del Convento di San Francesco: a Mario Amodio, giornalista de Il Mattino, sarà affidata l’introduzione della kermesse coordinata dal giornalista Rai Enrico Varriale.
La macchina organizzativa è a lavoro per raccogliere le adesioni di personalità ed esperti sia in ambito tecnico che sportivo: presenze sicure saranno il calciatore Andrea Signorini, figlio del compianto Gianluca, e Alessandra Borgonovo in rappresentanza della Fondazione Stefano Borgonovo Onlus. Altri arrivi importanti: Gianni Rivera, vincitore dell’edizione 2017 del Premio “Un uomo, un capitano”, Massimo Taibi, Roberto Breda, Gigi Pavarese e altri.
Ricco il programma di quest’anno: sabato 17 giugno 2017, dalle ore 16.00 alle ore 20.00 ci sarà il quadrangolare tra la squadra dei giornalisti sportivi salernitani, lo sport club 85 Tramonti, la compagine degli avvocati e dei magistrati e la squadra del Capitano. Si continuerà con la sfida, alle ore 20.15, tra le Rappresentative di calcio femminile. Non ci sarà solo il calcio giocato, ma anche momenti di puro spettacolo con le esibizioni di danza e di ginnastica artistica e l’intervento dell’attore e regista Roberto Ciufoli.  A conclusione della serata, inoltre, un percorso enogastronomico con musica dal vivo.
L’Associazione “Franco Amato: un uomo, un capitano”, organizza e promuove iniziative in memoria del compianto Franco Amato, scomparso prematuramente. Franco, confidenzialmente per tutti “Il Capitano”, ha rappresentato durante la sua attività sportiva in Costiera, e soprattutto a Tramonti, l’esempio di calciatore da emulare per correttezza, lealtà sportiva e rispetto dell’avversario.
L’Associazione ha scelto di accostare il capitano ad un altro campione di virtù, Gianluca Signorini, calciatore, allenatore, dirigente sportivo, ma soprattutto un grande uomo, celebrato dai tifosi genoani come “Il Capitano”, anch’egli scomparso prematuramente a causa della sclerosi laterale amiotrofica: un esempio per tutti coloro che amano i valori più sani dello sport, una persona leale fuori e dentro il campo.
Il tema del Convegno, quindi, sarà il confronto tra i due capitani, del dilettantismo e del professionismo, e approfondirà il rapporto tra lo sport, il diritto e la tecnologia, soprattutto in vista dell’introduzione della VAR (Video Assistant Referee).
«La nostra iniziativa si prefigge lo scopo di raccogliere fondi da devolvere in beneficenza per la ricerca sul cancro e la sclerosi laterale amiotrofica – ha dichiarato il Presidente Raffaele Imparato. - Anche quest’anno i fondi saranno destinati all’Airc e per volontà della famiglia Signorini quelli destinati alla SLA saranno devoluti alla Fondazione “Stefano Borgonovo” Onlus. Stiamo lavorando da tempo per la buona riuscita di questa terza edizione e sono sicuro che sarà di nuovo un successo: vedo la passione e la dedizione e so che uniti possiamo fare grandi cose».

Parole di grande stima e affetto anche da parte dell’Assessore allo Sport Vincenzo Savino: « Il confronto tra i due capitani permette di evidenziare quel filo rosso che unisce chi come noi, in qualunque categoria, vede lo sport e il calcio come fonte di gioia e voglia di vivere. Facciamo goal con la solidarietà, uniamo le forze della Costa d’Amalfi per dimostrare la grandezza del nostro cuore quando si parla di regalare un sorriso ai meno fortunati. Il calcio è un gioco di squadra e solo insieme potremo vincere questa sfida». 

martedì 6 giugno 2017

JE PASSE DES JOURS TRISTES

Je n'ai pas de larmes, mes larmes se sont desséchées :
J'ai vu déjà des morts, le cœur est fatigué.
Je passe des jours tristes, le trou noir
Je le vois, et ne m’abandonne pas: à la dernière étape
si Dieu m’aide je traverserai le mystère.

© Sigismondo Nastri

RIPRODUZIONE RISERVATA

lunedì 5 giugno 2017

PER MAYA

"Tu non sei più dove stavi, ma tu sei dovunque io sono". 
Victor Hugo

CON NAPOLI A/R, LA PIZZA DI TRAMONTI INCONTRA QUELLA DI NAPOLI A "ECCELLENZE CAMPANE"

Giovedì 8 giugno, il maestro napoletano Guglielmo Vuolo incontra il pizzaiolo tramontano dell’Alleanza Slow Food Francesco MaioranoEccellenze Campane, a Napoli. In un evento dedicato al pomodoro Re Fiascone e a due pizzaioli uniti dall’amore per la pizza e gli ingredienti del territorio.
Si inizia alle ore 19,00 con Bentrovato Re Fiascone, incontro moderato da Monica Piscitelli, giornalista storyteller della Storia dei Pizzaioli di Tramonti, con la partecipazione di Achille Scudieri, direttore generale di Eccellenze CampaneCarmela Rita Abagnale, responsabile del Progetto Alleanza Slow Food dei Cuochi e Pizzaioli della Campania e Basilicata, Rino Silvestro, fiduciario della Condotta Slow Food Napoli, Andrea Ferraioli, fiduciario Slow Food della Condotta Costa d’Amalfi, Vincenzo Savino, assessore al Turismo del Comune di Tramonti, Patrizia Spigno, ricercatrice, Vincenzo Sannino, presidente dell’Associazione Acarbio Re FiasconeGuglielmo Vuolo, pizzaiolo dell’Alleanza Slow Food ad Eccellenze Campane,  Francesco Maiorano, pizzaiolo dell’Alleanza Slow Food a Tramonti (Pizzeria San Francisco).
Complimenti per l’iniziativa, che tende ad esaltare prodotti tipici del comprensorio amalfitano: il pomodoro Re Fiascone, antenato del San Marzano, di cui per fortuna è stata recuperata la coltivazione, e la pizza di Tramonti, conosciuta in tutto il mondo attraverso le oltre duemila pizzerie gestite da emigrati da questa terra. E complimenti all’amico Francesco Maiorano, che apprezzo molto per le capacità professionali e la simpatia umana.
Una pizza di Tramonti
Ecco il seguito della manifestazione.
Alle ore 20,00: degustazione delle due pizze della Alleanza Slow Food ideate da Vuolo e Maiorano e di altre te creazioni originali, oltre al dolce conclusivo. Questo il menù:
·         SCUGNIZIELLI VUOLO con cicoli, ricotta di bufala campana e pepe nero;
·         PIZZA DELL’ALLEANZA “TRAMONTI CILENTANI” di F. MAIORANO con antico pomodoro Re Fiascone, salamino artigianale piccante, ricotta di Tramonti e carciofino bianco di Pertosa;
·         PIZZA DELL’ ALLEANZA “AL PASCOLO” di G. VUOLO: pizza bianca con mozzarella di bufala campana, barbe di finocchio, olive caiazzane da mensa, alici di menaica, limone grattugiato sorrentino e crunber di biscotto di pane integrale;
·         META’ E META’. MONTANARA E TRAMONTANA.
“TERRA MIA” di F. MAIORANO: pizza con farina integrale, pomodoro e filetti Re Fiascone, aglio, origano, olio extravergine di olive di Tramonti e alici di menaica.
“MONTANARA DI RE UMBERTO” di G. : fritta con ricotta di bufala campana, salsa di Re Fiascone, basilico e fior di latte agerolese.
·         “DOLCE ALLEANZA: L’AMICIZIA NAPOLI-TRAMONTI” di Francesco Maiorano e Guglielmo Vuolo.
Il pomodoro Re Fiascone
«Un altro momento di alta cucina che vede protagonisti le eccellenze di Tramonti – ha dichiarato l’assessore del Comune di Tramonti Vincenzo Savino. - Un’occasione di confronto e di alleanza nella quale le due scuole regine della pizza, quella napoletana e quella tramontana, uniscono i sapori e i profumi in un connubio di alta qualità. Ancora una volta esportiamo il made in Tramonti, un convivio di storia, arte e cultura condito con tanta passione e professionalità ».
Napoli-Tramonti Andata e Ritorno dà poi appuntamento a Tramonti, in Costiera Amalfitana, dove i due artigiani si ritroveranno ancora sul tema “Pomodoro Re Fiascone, Antico Pomodoro di Napoli e Fior di Latte” nel segno dell’Alleanza dei Cuochi.

mercoledì 31 maggio 2017

IN RICORDO DI ANNA MARIA GAMBINERI


Sento ora dal telegiornale la notizia della morte di Anna Maria Gambineri
La ricordo con immensa simpatia. 
Era bellissima, dolce, sensibile. Una delle "signorine buonasera" più amate della Rai negli anni sessanta e settanta, soprannominata "nuvola bionda" per la chioma vaporosa. Io la definii, in un articolo, "occhi di velluto" per lo sguardo dolcissimo, penetrante, che  ti leggeva nell'anima e ti conquistava.

Fu molto gentile con me. 
Ebbi il piacere di accompagnarla, una sera, attraverso vicoli e scalinatelle, tra gli sguardi meravigliati delle persone che incontravamo, a conoscere il volto nascosto della città.
Ad Amalfi era venuta, nel luglio del 1963, per presentare un bel Festival del Folclore, tenutosi nel piazzale del porto.

giovedì 25 maggio 2017

IERI, CORSO DI AGGIORNAMENTO PER GIORNALISTI A MINORI, CON SEGUITO: VISITA DELLA VILLA ROMANA E RAFFINATO BRUNCH DA SAL DE RISO

Ieri, mercoledì 24 maggio, corso di formazione per giornalisti a Minori. Il primo, organizzato dall'Associazione giornalisti Cava-Costa d'Amalfi, presieduta da Emiliano Amato, direttore del quotidiano online Il Vescovado che, da Ravello, fa conoscere al mondo la realtà quotidiana della Costa d'Amalfi.
 Con le stampelle, scanchianno, ci sono andato. La mia prima uscita pubblica da quando la neuropatia periferica (per periferia s'intende il piede sinistro) mi ha bloccato.
L'incontro s'è svolto nella sala consiliare del Municipio. Non affollato, per la verità, ma fa piacere che molti colleghi - donne, in particolare - siano venuti da fuori provincia. 
Foto di gruppo al bistrot di De Riso
Tema: «Geogiornalismo, tutela e valorizzazione dei territori nell'ottica della citta 'intelligente'». Un tema molto caro ad Andrea Manzi, direttore de La Città, che ha svolto un intervento di alto profilo, com'è nel suo stile. E’ da tempo che Andrea Manzi sostiene – anche in sede universItaria: a lui si deve il primo corso di geogiornalismo in Italia - la necessità di “coniugare il giornalismo generalista con la ricerca di metodologie comunicative finalizzate alla comprensione delle problematiche strutturali e contingenti di un territorio, quale presupposto per il suo sviluppo organico, e attivare processi comunicativi volti alla maturazione di una consapevolezza culturale complessiva, che coinvolga innanzitutto le comunità locali”, come sottolinea una nota pubblicata dal Vescovado
Emiliano Amato e Ottavio Lucarelli
con due gentili colleghe: Federica Bavaro e Brigitte Esposito
Interessante, e concreta, la relazione di Raffaele Ferraioli, sindaco di Furore. Profondo conoscitore dei problemi della Costiera, anche per il ruolo di presidente della Comunità Montana, che lo ha visto impegnato per molti anni, egli ha posto alcuni interrogativi: “Un giornale deve limitarsi ad informare, adeguandosi alla regola che afferma che i fatti vanno separati dalle opinioni? Oppure ha il diritto/dovere di fare cultura, costruire consapevolezze, coscientizzare?” Il giornalismo, ha osservato, “deve essere strumento di crescita culturale, di comunicazione partecipativa, di creazione della coscienza civica dei cittadini. Per cogliere tali obiettivi non può essere improntato al nozionismo, all’indottrinamento individualista, ma deve insegnare a fronteggiare difficoltà e traumi, a diffondere la virtù della resilienza”.
Cordiale accoglienza da parte del sindaco Andrea Reale. Moderatore, Vito Pinto
Padrone di casa, e ottimo organizzatore dell'evento, Emiliano Amato, nonostante sia sciancato e, anche lui, con le stampelle. Bella coppia, noi due! Alla fine, ha ricevuto molti complimenti. Meritati.
Presenti, Ottavio Lucarelli, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, e Enzo Todaro, presidente dell'Associazione giornalisti salernitani
Io , sostenuto dalle stampelle,
che parlo con Ottavio Lucarelli (di spalle)
Il corso ha avuto due... codicilli: la visita guidata della Villa Marittima Romana, in compagnia di Mario De Iuliis, dinamico presidente della Pro loco, e con la preziosa guida di Sara Ossignuolo; e un raffinato brunch da Sal De Riso, nel suo locale - pasticceria, gelateria, pizzeria, bistrot - sul lungomare di Minori. Salvatore De Riso, conosciuto in tutto il mondo per le qualità professionali e le capacità imprenditoriali, e per l'assidua partecipazione a programmi televisivi (soprattutto La prova del cuoco su Rai1) – l’ho già scritto commentando un post su Facebook - non è soltanto un maestro della pasticceria, e dell'arte della cucina, in senso assoluto. E' un maestro di stile, di gentilezza. Un maestro di ospitalità. Un campione di simpatia. Grazie!
Un grazie particolare, di cuore, a Massimiliano  responsabile della comunicazione web di Salvatore De Riso, per le belle fotografie.
Sigismondo Nastri