sabato 17 gennaio 2015

A PROPOSITO DEL "PUGNO" EVOCATO DA PAPA FRANCESCO

Benedetto Papa Francesco! Per la chiarezza del linguaggio, inequivocabile. 
Ci sono valori intoccabili: soprattutto il sentimento religioso che accomuna una moltitudine di persone. 
Fossi stato musulmano me la sarei presa, e non poco, per le vignette su Maometto. 
Da cattolico inorridisco di fronte a quella che tira in ballo la SS. Trinità. 
Certo, non si uccide per questo. "Non uccidere" è un comandamento di Dio. Ma nemmeno si deve far finta di niente. 
Ho già espresso il dolore, l'angoscia, la mia cristiana solidarietà per quanto avvenuto a Parigi. Ho chiarito però che "je ne suis pas Charlie"
Quanto al pugno evocato dal Papa - "se uno offende mia madre si aspetti un pugno"... -, pur nella difesa della libertà d'espressione, ricordo a me stesso che Gesù Cristo, nonostante invitasse a offrire l'altra guancia a chi ti dà uno schiaffo, ricorse alle maniere forti per cacciare i mercanti dal tempio.
Mi dà fastidio che, complici i media, che condizionano sempre più i nostri comportamenti, le nostre scelte, non c'è più autonomia nell'esprimere giudizi sui fatti che accadono. 
Non siamo più autodiretti ma eterodiretti. Di conseguenza c'è completa (o quasi) omologazione delle idee.

venerdì 9 gennaio 2015

UN PACCHETTO DI SIGARETTE MADÉHN DEL 1932

E' proprio vero che una sorpresa tira l'altra.
Questo pacchetto di sigarette - non ci crederete, ma vero! - è più vecchio di me. 
Il bollino di Stato, "Tabacchi esteri", reca la data: aprile 1932. 
Delle dieci sigarette contenute all'origine ne sono rimaste cinque. 
Un foglietto, all'interno, avverte che "le sigarette orientali Madéhn sono apprezzatissime in tutto il mondo" sia per la qualità del tabacco sia per la carta speciale impiegata per il confezionamento.
Credo proprio che la marca Madéhn non esista più. Non ne trovo traccia su internet. A parte il Regio Decreto 23.1.1940 n. 28, che aumentava il prezzo di vendita al pubblico da L. 0,25 a L. 0,30 per ogni sigaretta.

UN "ALMANACCO PROFUMATO" DEL 1910

Sorpresa! 
Da vecchie carte, che sto riordinando, ecco che esce un Almanacco profumato del 1910, edito dalla Società di prodotti chimico farmaceutici A. Bertelli & C., "fornitori della Real Casa", con sede a Milano in Via Paolo Frisi n. 26 ed esercizio di vendita in Galleria. E con altri "sontuosi magazzini"  a Roma, Napoli, Torino, Genova e Palermo. 
L'almanacco, ripartito in sette "pagine", che si chiudono a fisarmonica, reca il timbro "Salone C. Di Pietro, Specialità in Profumeria, Potenza"
Ricordo che ne circolavano, fino a 40-50 anni fa, con immagini di "femmine appassionate, romantiche odalische, zingarelle birichine", come scriveva Polese Ranieri il 13 ottobre 2011 sul Corriere della sera
I barbieri, all'inizio dell'anno, ne facevano omaggio ai clienti più affezionati, che li custodivano con cura nel portafogli: perché erano "veniali segreti - cito ancora Polese Ranieri - che i padri di famiglia tenevano nascosti".

giovedì 8 gennaio 2015

SABATO, A FURORE, LA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO PILOTA "UN PAESE ACCESSIBILE"



Ho un grosso "debito" con l'amico Raffaele Ferraioli, sindaco di Furore. Che regolarmente m'invita alle varie manifestazioni che si tengono in quel comune, mi tiene informato delle sue iniziative. E io, ahimè, per un motivo o  un altro, non riesco mai ad andarci. 
Ultimo invito, per le ore 18.00 di sabato 10 gennaio, quando, nella sala Fellini, sarà presentato il progetto pilota “Un paese accessibile”, nel corso di un incontro tra lo stesso Ferraioli e il sindaco  di Monteverde (Avellino),  Francesco Ricciardi. Un incontro culturale, insomma, fortemente propositivo, tra due  "borghi più belli d'Italia".
Spero, almeno stavolta, di poter essere presente.

mercoledì 7 gennaio 2015

PENSIERO DELLA NOTTE. IL MISTERO DELLA MORTE E IL DOPPIO FUNERALE DI PINO DANIELE

S'è aperta, su Facebook, una  discussione sulla gestione del doppio funerale di Pino Daniele, - cantautore e chitarrista di successo, interprete di una napoletanità autentica, non routinaria -, che ha visto una grandissima partecipazione popolare: prima nella capitale, al Divino Amore, poi nel capoluogo campano, in piazza del Plebiscito.
Personalmente, condivido le considerazioni fatte su Repubblica.it da Michele Serra
Ritengo - da sempre - che la morte rappresenti il momento più "serio" della vita di una persona. Che sia un personaggio famoso o un individuo sconosciuto poco importa. Invece spesso, in questa società dell'immagine, dell'apparire più che dell'essere, complici i media, si trasforma in "spettacolo" di massa, chiassoso, addirittura con urla, cori da stadio, battimani. Insomma, in isterismo collettivo. E, si badi, non mi riferisco espressamente alla "fine" di Pino Daniele - dolorosa, come quella di ogni umana creatura: in questo caso ancora di più, trattandosi di un artista  amato - che sta riempendo le cronache dall'altro ieri. 
Confesso che mi sono sentito a disagio quando, a volte, m'è stato chiesto di ricordare in chiesa, con poche parole, qualche amico defunto al termine del suo funerale. L'ho fatto, per "ubbidienza", pur convinto  di infrangere la sacralità del rito.
Ecco perché ho scelto, quando verrà il mio turno, di uscire di scena in punta di piedi, senza manifesti, senza fiori, senza pubblicità. Senza corteo esequiale. Solo la Messa, ma per pochi intimi. E rapida riduzione in cenere.
"Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris" (Genesi, 3,19) ci ricordava una volta il sacerdote, nel primo giorno della Quaresima, segnandoci la fronte con la cenere:  "Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai". Il mistero della morte m'incuriosisce e mi affascina: spero che il Signore mi conservi la lucidità nell'attimo in cui sarò chiamato ad attraversare la porta che conduce all'aldilà.

SENZA PAROLE. LA MIA SOLIDARIETA' AL POPOLO FRANCESE

Il mio cuore, questa sera, è gonfio di tristezza per quanto è accaduto in Francia. Cinque minuti di terrore a Parigi, che hanno provocato 12 vittime e 8 feriti, di cui 5 gravissimi. Sono queste le cifre dell'attacco messo a segno oggi da tre uomini contro la sede del settimanale satirico Charlie Hebdo.  
Il fanatismo islamico ormai ha superato ogni limite. L'Occidente non può rimanere a guardare e a contare i propri morti.
Tra le vittime, oltre a due agenti, il direttore del settimanale, Stephan Charbonnier, detto Charb, e i tre più importanti vignettisti: Cabu, Tignous e Georges Wolinski. E' rimasto ucciso anche l'economista Bernard Maris, azionista della testata parigina e collaboratore di France Inter.
Credo che non ci siano parole per un commento. 
Le immagini trasmesse dalla tv hanno ferito il nostro sguardo e si sono impresse nella nostra mente. 
Sono vicino, con sentimenti di profonda solidarietà, ai colleghi di Charlie Hebdo, all'intero popolo francese, ai tanti miei amici che vivono in terra di Francia.
Detto questo, dichiaro con tutta franchezza che IO NON SONO CHARLIE HEBDO perché QUEL TIPO DI SATIRA, irrispettoso e blasfemo (ho sotto gli occhi una vignetta vergognosa, che prende di mira addirittura la SS. Trinità), offensivo del sentimento religioso di ogni credente (e io sono tra questi),  NON LO CONDIVIDO. 

venerdì 2 gennaio 2015

E' MORTO MARIO CUOMO, EX GOVERNATORE DI NEW YORK, ORIGINARIO DI TRAMONTI (PER PARTE DI MADRE)

Mi rattrista la notizia della morte di Mario Cuomo, ex governatore - per tre volte, dal 1983 al 1994 - dello Stato di New York. Carica ora ricoperta dal figlio Andrew (al secondo mandato).
Ebbi il piacere di conoscerlo, stringergli la mano, scambiare qualche parola con lui, quando venne per rivedere i luoghi d'origine: Nocera Inferiore (per parte di padre, Andrea) e Tramonti (per parte di madre, Immacolata). 
Ricordo l'emozione di tanta gente al suo arrivo, gli applausi scroscianti, le note degli inni nazionali - italiano e americano - intonati dalla banda musicale di Ravello.
Il primo saluto fu per un vecchio amico, il  francescano Padre Geremia Mandara ('o monaco bello mio esclamò, uscendo dall'auto), seguito da un affettuoso abbraccio. Altro abbraccio, col sindaco Armando Imperato che, in quella circostanza, dopo averlo accompagnato alla casa che era stata abitata dagli antenati, nella frazione Cesarano, gli conferì la cittadinanza onoraria di Tramonti.
A Tramonti, con Mario e Matilda Cuomo
Nel folto gruppo di cronisti, impegnati a registrare ogni particolare della visita, c'eravamo io, che all'epoca (se non sbaglio) collaboravo col Roma, Geo Nocchetti di Rai 3 e Giovanni Liguori, fotografo del Mattino. Stimolato da Nocchetti, Padre Geremia - con una ingenuità sconcertante - raccontò un episodio, spiacevole, riguardante un antenato di Cuomo. Da bravo giornalista, Nocchetti ne fece menzione qualche giorno dopo in un servizio su Famiglia Cristiana. Padre Geremia, amareggiato, venne a sfogarsi con me, sostenendo che s'era trattato di una confidenza e tale doveva rimanere. "Ma voi le confidenze le andate a fare proprio con i giornalisti?", replicai.
Nel pomeriggio ricevetti una telefonata da Giovanni Liguori. Aveva scattato solo foto in bianco e nero, gliene occorreva una a colori per la prima pagina del Mattino. Io ne avevo fatte diverse, con un apparecchio automatico che portavo sempre con me. Gli mandai l'intera pellicola, dopo qualche ora mi restituì i negativi e le foto stampate. Allora, tra colleghi, ci si dava una mano, in caso di necessità. 
Mario Cuomo, ottantaduenne, malato di cuore, è morto nella sua abitazione di Manhattan, dove era tornato un mese fa, dopo un ricovero in ospedale. "New York perde un gigante" ha dichiarato il sindaco  Bill de Blasio, sottolineando che egli "era un uomo di principio incrollabile che possedeva una compassione per l’umanità senza eguali". Per onorarlo, ha disposto che tutte le bandiere degli uffici comunali di New York siano tenute a mezz’asta per un mese. Il presidente degli USA Barack Obama, da parte sua, ha definito Mario Cuomo "un campione determinato di valori progressisti, una voce risoluta per la tolleranza e l’equità".