sabato 26 novembre 2016

UN PENSIERO PER FIDEL CASTRO

Io non ho nulla, nel modo di pensare, nel mio vissuto, che mi possa far ritenere un fan di Fidel Castro, morto questa notte all'età di novant'anni. 
Tuttavia l'ho sempre guardato con rispetto e ammirazione, riconoscendogli il merito di aver ridato - riscattandolo dalla subalternità al potere statunitense (l'Usa controllava a Cuba tutte le fonti energetiche ed economiche) - dignità al popolo cubano. 
E, questo, nonostante le minacce, le ritorsioni, l'embargo (giudicato, non da me, ma da istituzioni internazionali, un atto di genocidio).
Una dignità - quella del popolo cubano - ribadita nell'inno nazionale: ¡Al combate corred bayameses, / que la patria os contempla orgullosa; / no temáis una muerte gloriosa, / que morir por la patria es vivir! / En cadenas vivir es vivir / en afrenta y oprobio sumido. / Del clarín escuchad el sonido; / ¡a las armas, valientes, corred! (Alla lotta correte bayamesi, / che la patria vi guarda orgogliosa; / non temete una morte gloriosa, / ché morire per la patria è vivere! / Vivere in catene è vivere / sottomessi all'affronto e alla riprovazione. / Ascoltate il suono del bugle:  / alle armi, valorosi, correte!).

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