mercoledì 7 novembre 2012

BARACK OBAMA RIELETTO ALLA GUIDA DEGLI STATI UNITI. BUON LAVORO, PRESIDENTE!

(foto tratta da obam-a.com)
Barack Obama, grazie al cielo, è stato riconfermato alla presidenza degli Stati Uniti d'America
Dopo aver tifato per lui, durante la lunga ed estenuante campagna elettorale, sono rimasto incollato al teleschermo tutta la notte per seguire le operazioni di scrutinio (bravo Enrico Mentana per come ha condotto, da grande professionista qual è, la diretta su La7)
Mi sono emozionato al discorso tenuto dal presidente  a vittoria conseguita. 
Un discorso non "protocollare", ma schietto, caloroso, appassionato, a tratti commovente, nel quale ha tracciato le linee di quella che sarà la sua azione di governo nei prossimi quattro anni. Cito solo un paio di concetti, che mi hanno particolarmente colpito, anche perché inusuali negli interventi dei nostri politici. "Crediamo - ha detto Obama - in un'America generosa, in un'America che ha compassione, in un'America tollerante, aperta ai sogni della figlia di un immigrato che studia nelle nostre scuole e crede nella nostra bandiera. A un giovane delle zone più povere di Chicago che vede una vita al di là dell'angolo della sua strada. Al figlio di un operaio del Nord Carolina che vuole diventare un dottore o uno scienziato, un ingegnere o un imprenditore, un diplomatico o persino un presidente. Questo è il futuro che vogliamo. Questa la visione condivisa...  Ecco cosa dobbiamo fare". E poi: "Questo paese ha più ricchezze degli altri, ma non è questo a farci ricchi. Abbiamo l'esercito più potente della storia, ma non è questo a farci forti. Le nostre università, la nostra cultura sono l'invidia del mondo". Da noi, invece, c'è chi sostiene che la cultura "non si mangia". Di conseguenza, la scuola va allo sfascio, come la qualità degli studi (vedi la posizione molto... arretrata delle università nelle classifiche internazionali, la fuga all'estero dei giovani più preparati, che qui non trovano spazio e possibilità di fare ricerca), i siti archeologici  - Pompei docet! - vanno in frantumi, le biblioteche sono depredate (quello che è avvenuto alla biblioteca dei Gerolamini sarebbe inimmaginabile in altre parti del mondo), l'ambiente e il paesaggio subiscono una costante e inarrestabile devastazione.
L'America resta in buone mani. L'Italia e l'Europa possono contare, ancora per quattro anni, su un amico sincero e affidabile.
Auguri, Signor Presidente! E buon lavoro!

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