sabato 29 settembre 2012

DUE SPLENDIDI PANNELLI DOCUMENTANO IL VIAGGIO AD AMALFI E LA TRADIZIONE DI OSPITALITA' DELL'HOTEL LUNA CONVENTO

C’era tanta bella gente (e un ricco buffet, il che non guasta), l’altra sera, all’Hotel Luna Convento di Amalfi, per l’inaugurazione dei due grandi pannelli, collocati stabilmente nel chiostro duecentesco, che documentano, attraverso la riproduzione di fotografie, lettere, articoli di giornale, pagine di libri, ma soprattutto frasi estrapolate dall'albo d'oro (preziosa raccolta di ricordi, impressioni, giudizi), il soggiorno al “Luna” (fiore all’occhiello della nostra tradizione di ospitalità), dai tempi del Grand Tour a oggi. Un progetto, caro ad Andrea Barbaro, erede di una famiglia che ha la titolarità del prestigioso albergo da cinque generazioni, al quale hanno lavorato con passione gli amici Angelo Tajani, giornalista-scrittore, residente in Svezia, però sempre legatissimo alla sua terra,  e il fratello Claudio (sono stato felicissimo di rivederlo dopo tanti anni).
L’iniziativa è stata illustrata dallo stesso Angelo, cheha compiuto un rapido excursus sul 'viaggio' ad Amalfi, e dallo storico Giuseppe Gargano (fresca la sua nomina a consulente della Provincia per la cultura: gli rinnovo le mie felicitazioni), che ha ricostruito le vicende dell’antico convento, fondato dal Poverello di Assisi.
A questo proposito, trovo tra le mie carte una notizia: non so dire da dove l’ho tratta. Sicuramente da qualche ricerca svolta in tempi lontani. “Nella Biblioteca Francescana Provinciale del Convento dei Minori Cappuccini ‘Nostra Signora della Pace’, in Parigi, si trova un manoscritto (n. 303) da cui risulta il soggiorno di san Francesco in Amalfi”. Questo manoscritto dice: “E per verità fu tradizione sempre costante che il serafico di Assisi, essendosi nel 1220 recato in Amalfi in compagnia del suo primo discepolo F. Bernardo da Quintavalle, a fine di visitare il corpo del glorioso apostolo S. Andrea, quivi stabilisse per due anni la sua dimora, nel qual frattempo per soddisfare ai voti dell’Arcivescovo Giovanni Capuano che reggeva allora la Chiesa Amalfitana, nonché di molti patrizi della città, eresse questa nuova casa del nascente suo Ordine sugli avanzi di un antico castello detto di S. Croce e S. Sofia, dandole il titolo tanto a lui prediletto di S. Maria degli Angioli”.
L’Hotel Luna – scrive in un delizioso saggio l’indimenticabile Enrico Caterina“vanta l’anzianità alberghiera più alta, ad Amalfi, in costiera e nell’intera provincia di Salerno”, gestito sempre – come già ho avuto modo di riferire – dalla stessa famiglia. “Nei Barbaro – osserva l’avvocato Caterina – i clienti trovavano (e trovano, aggiungo io) modi ben diversi da quello che il loro nome potesse far pensare sicché coralmente scrivevano:
-          Benché il casato del signor Padrone / per sbaglio sia, alquanto ‘barbaresco’ / Ei dentro al petto ha un cor pien di passione
-          Ardito passeggero, vuoi tu sapere una strabiliante notizia? La ‘Luna’ è abitata. Vi regna un Barbaro, signore. Corri da lui. Ti darà buon alloggio e ottimo trattamento.
-          - Amalfi: un Paradiso. La Luna: un sole.
-          All’alba, dalla Luna ho visto il sole / baciarsi con il mare.
-          Qui non siamo più nel mondo, / sulla terra più non siamo: / verso il cielo ci libriamo, / con novanta e più scalini / alla Luna siam vicini / anzi, proprio noi vi siamo.
Romantico arrivarci attraverso la scalinata, ma - per chi predilige le comodità - vi sono due ascensori che in un batter d’occhi ti conducono al chiostro e alle splendide sale, proiettate arditamente sul mare come la tolda di una nave da crociera.

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