venerdì 29 aprile 2016

LA CONVENTION DI PRIMAVERA DELLE CITTA' DEL VINO DAL 6 ALL'8 MAGGIO TRA FURORE, MAIORI, RAVELLO E TRAMONTI. NELL'OCCASIONE SARA' INAUGURATA LA "CASA DEL GUSTO" DELLA COSTA D'AMALFI

Dal 6 all'8 maggio è in programma la  Convention di Primavera delle Città del Vino, tra Furore, Maiori, Ravello e Tramonti, i quattro comuni della Costiera che aderiscono all’associazione nazionale.  
L’evento - nel corso del quale verrà inaugurata la "Casa del Gusto della Costa d’Amalfi, un struttura destinata a informare, deliziare, divertire ed educare al cibo proponendosi nel contempo come un centro di aggregazione dei produttori e dei consumatori - sarà presentato nel corso di una conferenza stampa fissata per martedì 3 maggio, alle ore undici, nella Sala della Giunta a Palazzo Sant'Agostino, sede della Provincia di Salerno. A presentare il calendario della tre giorni saranno il Coordinatore regionale delle Città del vino della Campania, Raffaele Ferraioli, anche sindaco di Furore, il presidente della Comunità Montana dei Monti Lattari, Luigi Mansi, e Antonio Capone, Paolo Vuilleumier, Antonio Giordano, sindaci rispettivamente di  Maiori, Ravello, Tramonti. 
La Casa del Gusto Costa d'Amalfi
La vera novità, tuttavia, è rappresentata dall’apertura della Casa del Gusto della Costa d’Amalfi, gioiello di architettura e di innovazione della cultura del cibo, realizzata dalla Comunità Montana dei Monti Lattari. L'inaugurazione avverrà sabato 7 maggio. Ubicata a Tramonti, lungo il percorso della Strada del Vino e nel cuore dell'area agricola e vitivinicola della Costiera, essa è chiamata a svolgere la funzione di laboratorio permanente di ricerca, formazione, comunicazione, educazione sensoriale e alimentare. Una “casa” - leggo nel comunicato stampa firmato dall'amico e collega Mario Amodio - con una precisa “mission” sia culturale che didattica e con una funzione altrettanto forte d’impulso economico per la ristorazione di qualità e per il commercio dei prodotti tipici. Il tutto nella consapevolezza di appartenere ad una terra, quella amalfitana, con una spiccata vocazione agroalimentare con produzioni tipiche d’eccellenza. In questa sorta di “santuario” troverà spazio tutto ciò che si muove intorno al cibo: le piccole produzioni di qualità, i consorzi di tutela, le associazioni dei produttori e quelle dei consumatori, le imprese, gli studiosi e gli appassionati di enogastronomia, i cittadini e i turisti. 
Una vite secolare di uva tintore a Tramonti
In questa logica i visitatori devono essere incoraggiati a far lavorare i propri sensi, toccare, esplorare, sollecitare la struttura lungo un percorso in parte reale in parte virtuale - spiega il presidente della Comunità Montana, Luigi Mansi. - La funzione di questi spazi sarà quella di consentire ai fruitori di seguire una sorta di corso per conoscere la storia, le abitudini, le lavorazioni contadine dei prodotti della terra. Ma anche di degustare le ricette della tradizione e le tipicità della Costa d’Amalfi. Gli utilizzatori della struttura, devono essere non solo i visitatori del territorio interessati alla scoperta delle tradizioni e dei prodotti locali. Si vogliono attirare anche studiosi ed esperti delle discipline coinvolte per svolgere ricerche sul posto o scambiare esperienze; scuole del circondario e gruppi provenienti da località anche lontane, docenti interessati a corsi di aggiornamento e formazione in materia di promozione delle tradizioni locali in termini di gusto e sapori.
La Convention porterà in Costiera Amalfitana oltre quattrocento rappresentanti dei terroir italiani ai quali verrà mostrato come il territorio è stato capace in questi anni di non lasciarsi fagocitare dal solo turismo di massa, grazie alla messa a reddito dell’agricoltura e allo sviluppo di percorsi alternativi fatti di una migliore qualità della vita, di paesaggi e ambienti ben conservati, di qualità del vino e dei prodotti tipici. Un fenomeno fortemente in crescita quello dell’enoturismo, soprattutto nei periodi lontani dall’alta stagione anche per effetto delle minori capacità di spesa rispetto al turismo tradizionale. E se in Costa d’Amalfi l’agricoltura ha ottenuto una spinta propulsiva, mantenendo in vita quella duplice identità contadina e marinara (la doppia anima è sintetizzata nella figura mitologica del Pistrice raffigurato ai piedi del campanile della chiesa di Positano) questo è merito del virtuoso processo della Doc che fece del vino non più una sola merce privilegiata di scambio ma una identità del territorio.
 La convention delle città del vino italiane qui da noi spinge a una riflessione a voce alta - aggiunge il coordinatore delle Città del Vino, Raffaele Ferraioli. - Il nostro territorio in pochi anni, grazie all’ottenimento della Doc nel 1995, ha fatto passi da gigante nella classifica delle aree vitivinicole più prestigiose riuscendo addirittura a produrre il miglior bianco d’Italia. Un successo che fino a pochi anni fa era inimmaginabile e che rappresenta una delle conquiste più significative nella crescita socio-economica della nostra realtà”. 

1 commento:

  1. Ciao amici! Sapevate che dall'agriturismo Ca' del Ferro sono facilmente raggiungibili delle strade del vino? Ad esempio la strada del vino Soave oppure la strada del Vino Valpolicella. Se siete interessati allora non esitate a visitare il sito www.cadelferro.it nella sezione "cosa fare" li potrete trovare maggiori informazioni :)

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