martedì 22 luglio 2014

RAVELLO, LA MOSTRA DI MARCO NEREO ROTELLI A PALAZZO AVINO



Giovedì 24 luglio, alle ore 19:00, presso il Caffè dell’Arte di Palazzo Avino a Ravello, sarà inaugurata la mostra di Marco Nereo Rotelli, dall’accattivante titolo “There is a place where…”, con la direzione artistica dell’art promoter Bruno Mansi e l’organizazione dell’Archivio Ravello Contemporanea.

La personale - leggo nel comunicato stampa di Giovanna Dell'Isola - presenta un’ampia selezione di opere che l’artista ha dedicato a Palazzo Avino.Difficile immaginare come un luogo della memoria, del proprio cammino, del proprio vissuto possa d’un tratto vestirsi di luce nuova - afferma la ‘signora di casa’, Mariella Avino, nell’introduzione del catalogo -. Ecco apparire un diverso angolo, un’interpretazione inesplorata di uno scorcio consueto, un nuovo percorso, un inatteso gioco di luci, un colore improvvisamente unico del cielo, del mare, del tutto. Non si conoscono mai veramente i luoghi o forse non è facile conoscerli veramente. Pensavo di conoscerti Palazzo, e invece, non sapevo che i tuoi volti più magici li avrei scoperti grazie ad un incontro con l’Arte”. Questo progetto è l’interpretazione dell’anima del luogo e le opere di Marco Nereo Rotelli sono delle istantanee, fulminee interpretazioni della magia del luogo. L’azzurro nelle sue varie forme, fluttuazioni, mutazioni.
Ciascuna opera ‘si affaccia’ al mare, al cielo, alla terra e ne dà la sua unica, irripetibile versione riflessa. Qui è evidente la continua ricerca sulla parola, sulla luce e su antichi linguaggi perduti che Marco Nereo Rotelli persegue da anni. E la mostra a Palazzo Avino e' in questo senso esemplare, perché l’artista veneziano 'usa il luogo' come referente concettuale per dare vita allo splendore  nello splendore. La  luce rimbalza tra cose, si fa pittura e scultura, si fa materia, come nella scultura  ‘Love' che racchiude, nella parola scritta, il senso del cullare l’amore. Luce da luce potremmo dire, nei quadri blu dove il colore e' usato con un sapiente senso della profondità, donando parole gloriose, che emergono dal magma della vita per incantamento. Ecco gli antichi linguaggi Rapa Nui e codici segreti della visione. La parola collassata,  che  rimbalza da uno schermo  all’altro; la parola a cui e' tolto ogni pathos, ritorna gloriosa nella grande Poesía dei luoghi e dell’arte. Questo esprime Rotelli in un luogo assolutamente dedito alla visione, un hotel dove mettersi ‘in punta di piedi’, perché qui l’orizzonte sembra percepibile oltre il percepibile.  “Il mio scopo è mettere il pubblico in uno stato mentale così elastico da farlo sollevare sulla punta dei piedi, - dice l’artista -,  lo spettatore entra nel vivo della  parola come visione, come dimensione dello stupore, legge  la  parola gloriosa come materia pulsante, che in modo essenziale, coinciso, rifugge dalla sistematicità a favore dell’estemporaneità”. Concetti, questi, raccolti  nel bellissimo racconto di Paolo di Stefano, che ci conduce in un viaggio ricco di sentimento e privo di sentimentalismi, accompagnato dalle splendide immagini della fotografa brasiliana Monica Silva

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