martedì 3 aprile 2012

VENERDI' SERA, LA PROCESSIONE DI GESU' MORTO AD AMALFI


Venerdì sera, la processione di Gesù morto rinnoverà uno dei momenti più solenni, e di più struggente commozione, della tradizione religiosa della gente di Amalfi. Spente tutte le luci elettriche, le insegne dei negozi e dei locali pubblici, abbassate le serrande, il buio sarà rotto soltanto dalle torce che verranno accese agli angoli delle strade.
Poi, dalla sommità della scalinata del duomo, partirà il lungo corteo di “battenti” e, nella penombra, il bianco delle tuniche, che coprono gli incappucciati fino ai piedi, il luccichio delle candele, aumenterà la suggestione di una scenografia curata in ogni particolare. E quando apparirà il simulacro del Cristo, circondato dagli angioletti piangenti, sulla bara di oro zecchino condotta a spalle da uno stuolo di “notabili” vestiti di scuro, in un movimento di lento, ritmico ondeggiamento (quasi volessero cullare Gesù, rendendone più lieve il sonno della morte), la processione assumerà i caratteri di un “realismo tremendo e commovente”, secondo la descrizione fattane dallo scrittore inglese Robert Gathorne-Hardy: “I vestiti bianchi, luminosi nell’oscurità, i fasci spinosi (che circondano il capo dei “battenti”), lo scintillio delle luci, il suono cupo, monotono del motivo ripetuto (Perdono mio dio / mio dio, persono / perdono, mio dio, / perdono, pietà), residui scrupoli di incredulità, finché l’incanto santo della cerimonia sembra essere diventato un tema indiscutibile di vita naturale”.
Al seguito del Cristo, che viene condotto al sepolcro, è la statua della Madonna Addolorata, con un fazzoletto in mano e una spada che le trafigge il cuore. “Al suono della banda e alla luce delle candele – scrive ancora R. Gathorne-Hardy – la dolcezza della Madonna e il tragico realismo di Gesù sembrano trasfigurati. Sono un uomo morto e la sua mamma in lacrime. Sono Dio e la Vergine”. Deposto Cristo nel sepolcro (nella chiesa di s. Nicola dei Greci, a piazza Municipio), dove poi fino a notte il popolo gli renderà omaggio passandogli davanti e baciandogli il piede, il corteo funebre farà ritorno in cattedrale con la stua della Madonna che precederà la bara vuota. E il canto assumerà toni ancora più angosciosi: “Sento l’amaro pianto / della dolente Madre / che gira fra le squadre / in cerca del suo ben”.

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